martedì 25 febbraio 2014

San Pedro de Atacama

Si va al Desertooooooo!!!
Venerdì 31, compleanno di Giulia, alle ore 18.30 iniziano, dal terminale di La Serena, le 18 ore di viaggio, con scalo di 3 ore a Calama, che ci permetteranno di arrivare in uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Cile e non solo… San Pedro de Atacama!
Partiamo, come consigliato da varie fonti, con i viveri per i 3 giorni Atacamegni, per risparmiare "plata" visto i prezzi esorbitanti che troveremo a San Pedro. Pochi chilometri dopo la partenza il panorama diventa via via sempre più desertico, caratteristico il paesaggio iniziale con distese desertiche a strapiombo sull'oceano. Ci sono delle Ande davanti a noi e il bus le deve scalare, curve e contro curve che ci portano fino in cima. Si fa buio, il panorama lascia spazio alle poche luci… Noi stiamo vigili fino alla prima fermata, Vallenar, e poi risaliti in bus ci addormentiamo con l'aiuto di una pastiglia per il mal di mare…jejeje!!!
Quando ci risvegliamo siamo già quasi arrivati a Calama, la città delle 4P (Perros,Putas,Polvo y Plata). Scendiamo verso le 10 alla stazione degli autobus con la speranza di trovare un bus per San Pedro con partenza a breve, missione fallita. Il primo mezzo in partenza da questa stazione è alle 16, follia… chiediamo in giro e scopriamo esserci una via, ad alcune "quadras" più avanti, dove partono bus di altre compagnie. Ci dirigiamo alla "Calle Atacama" e scopriamo esserci un autobus in partenza all'una, facciamo il biglietto e ci sediamo all'interno di questa agenzia, dove facciamo conoscenza con una ragazza di Concepciòn. Con questa simpatica ragazza, di nome Andrea, chiacchieriamo fino al momento di salire nel mezzo di trasporto. Andrea, il nostro Andrea, in autobus prova un piatto tipico venduto da una signora all'interno del bus stesso, "Pastel de Papas"…discreto.
In meno di due ore arriviamo a San Pedro, dove, insieme alla nostra nuova amica Andrea, cerchiamo un ostello e la convinciamo pure a fermarsi con Noi.
Abbiamo fortuna, l'ostello dove ci fermiamo fa parte di "Hostellig International" catena a cui Noi siamo associati e strappiamo l'alloggio a 7 Pesos a notte. Pensavamo sinceramente di spendere molto di più visto quello che avevamo letto e ciò che ci aveva raccontato la gente. Ottimo!!! Chiaro le camere sono da 6 persone con letti a castello di tre piani e non è di certo il Gran Ho(s)tel ma per Noi va benissimo.
Sistemate le nostre cose andiamo alla scoperta della città e a raccogliere informazioni sulle escursioni da fare per conoscere almeno una parte del Deserto. 
La cittadina è a misura di turista, ostelli, hotel, ristoranti e agenzie di viaggi fanno la parte del leone, a discapito della popolazione indigena e degli usi e costumi del territorio. C'è una netta divisione tra il centro della città e la parte, chiamiamola, periferica dove vivono gli atacamegni che pero continuano a produrre artigianato da vendere poi agli stranieri. Le orde di turisti che popolano le strade fanno si che vadano persi alcuni valori. Chiaro, anche noi siamo turisti e in un certo senso ci vergogniamo, ma per visitare questi luoghi fantastici non c'è nessun'altra maniera che seguire il flusso turistico.
Dopo questa piccola riflessione torniamo a Noi e alle escursioni: più o meno i prezzi sono uguali in tutte le agenzie, quindi decidiamo di prenotare dalla ragazza più simpatica che meglio ci ha trattato. La agenzia è svizzera, la Corvatsch. Non prenotiamo, ma abbiamo già una vincitrice!!! jejjeje!!!
Passeggiando, sempre insieme alla nostra nuova amica, scopriamo esserci una festa paesana, finalmente qualcosa della cultura autoctona, la "Virgen Candelaria", varie bande musicali e gruppi di ballerini in costume sfilano per le strade…Alle 20 c'è la messa nella bella chiesa, Noi approfittiamo per andare in ostello a cenare per poi tornare a vedere ulteriori sfilate. Dopo cena i vari gruppi folcloristici continuano a danzare in piazza, Noi li osserviamo allucinati, siamo a circa 2000km sopra il livello del mare e durante il giorno fa un caldo pazzesco ma loro sono andati avanti tutto il giorno a ballare senza sosta, con in aggiunta vestiti pesantissimi. Verso fine serata in centro alla piazza troviamo una di queste bande che suona per la gente comune e non per far ballare i ballerini, così anche noi ci scateniamo in balli fino allo sfinimento. Quando tutto finisce ce ne ritorniamo in ostello con la felicità nel cuore e la consapevolezza di essere arrivati in questo luogo il giorno giusto. 
La ninna nanna ci viene suonata dal pub affianco la camera che mette musica dance/latina a tutto volume… Maledetti turisti convenzionali!!! 
PS: nel Pub Andrea poteva tranquillamente fermarsi a lavorare visto che cercavano urgentemente un Barman professionale, bastava portare il curriculum.

Domenica mattina, come prima cosa, andiamo a fare i biglietti in agenzia, le escursioni che abbiamo scelto sono Valle della Luna che comprende Valle de Marte, passeggio dentro una grotta naturale e tramonto da un "mirador"; e i Gayser del Tatio che comprende vista ai geyser alle 6 del mattino, bagno in una piscina termale naturale di acqua calda e visita di un villaggio indigeno. 
Fatta anche questa viene presa in considerazione la idea di Cardao di andare a visitare le rovine d Pukara de Quitor, a qualche km dalla città, chiaramente l'ora non è indicata ma alla fine grazie anche all'aiuto di un passaggio in macchina, arriviamo. Non è stupendo, le rovine sembrano più che altro massi mollati di qua e di là ma pensare che secoli fa effettivamente vi era qualcuno che ci viveva ha il suo fascino e sicuramente c'è un bel vedere. Al ritorno veniamo accompagnati da una famiglia costituita da padre e tre figli che insistono per farci entrare nella macchina già bella stipata e così ci risparmiamo una camminata sotto il sole dell'una e mezza. 
Dopo aver salutato la nostra Andrea, iniziamo con le nostre escursioni; alle 16.00 del pomeriggio appuntamento per la Valle de la Luna.
Ci si trova davanti all'agenzia e subito scopriamo di avere una guida italiana dal forte accento vicentino, anche quando parla in spagnolo e inglese.
Quando siamo tutti, saliamo nel bus. Prima fermata, "las tre Marias", che in realtà ora sono due perché alcuni anni addietro un turista imbecille c'è salito sopra e ne ha rotta una. Oltre alle Marie al lato c'è una roccia a forma di pac-man e un porcello. Queste rocce sono evidenziate da un mare di sale sopra il terreno che le rende più visibili essendo loro di color marrone. 
Di fronte a queste sculture naturali ci sono delle dune di sabbia gigantesche una delle quali denominata "Duna Mayor"… Giulia è veramente affascinata da queste dune… Il paesaggio tutto attorno è incredibile, il bianco del sale si mescola al marrone del terreno e alle varie sfumature dei monti, denominati Cordillera  de la Sal.
Risaliamo a bordo e scendiamo poco più avanti per osservare l'Anfiteatro, un monte che per la sua forma ricorda appunto un anfiteatro. Da lì andiamo a visitare la grotta, dove ci sono vari residui minerali, sal gemma ecc.


Alla fine del tunnel saliamo in cima ad un monte e lo spettacolo è mozzafiato…






Dopodiché risaliamo nel mezzo fino ad arrivare alla Valle de Marte, chiamata così per il rosso delle rocce che ricordano appunto il pianeta più vicino alla nostra Terra. La Valle di Marte ormai è conosciuta come Valle de la Muerte a causa di un errore di traduzione del gesuita belga, Padre Guastavo Le Paige, figura di spicco che a partire dal 1955 ha portato a termine importanti studi archeologici e al quale è dedicato il museo archeologico stesso. Con il passare degli anni le varie agenzie turistiche hanno notato che chiamando la Valle in questione Valle de la Muerta si riusciva a vendere meglio il pacchetto, inventandosi addirittura giustificazioni per tale nome.  Querelle a parte,  Noi siamo sempre più affascinati da questo deserto… Sfortunatamente un soffio di vento fa volare via il nuovo cappello di Andrea, è veramente vicino ma la guida non gli da il permesso di raccoglierlo per paura che il nostro eroe cada dal precipizio… Peccato, l'aveva comprato alla mattina e non è nemmeno calato il sole che già lo deve abbandonare.
Ultima tappa un Mirador dove gustarsi il tramonto. Qui c'è una roccia sporgente a forma di coyote dove c'è la fila per farsi la foto; passiamo, non abbiamo voglia di fare i turisti scemi e cerchiamo un buon posto da dove poter guardare in pace il tramonto, che romantici!!!
Visto anche questo spettacolo ce ne ritorniamo a San Pedro, con gli occhi ancora pieni della meraviglia della natura…


Tornati in ostello ceniamo e ce ne andiamo a letto prestissimo con la speranza di addormentarci; domani c'è la visita ai Gayser e questo significa sveglia alle tre del mattino. Chiaramente, tra musica house del pub e gente che entra ed esce dalla stanza passiamo praticamente la notte in bianco…
Quando suona la sveglia entrambi dormiamo da non più di mezzora, vorremmo dormire altre 10 ore minimo, ma la voglia di scoprire questo luogo incantato ci da la forza di saltare dal letto. Alle 4 passate il bus ci viene a prendere, saliamo e ci riaddormentiamo, ci svegliamo a 4000 metri con meno 3.5 gradi… Intontiti scendiamo dal bus e come per magia dal suolo escono spruzzi d'acqua bollente abbracciati da fumi vaporosi, ragazzi che spettacolo!!! Passeggiamo intorno a questa forza della natura cercando un po' di calore dal vapore…


Al fine della visita ci viene servita la colazione con tanto di uova sode, panini con il formaggio e barrette di cereali e da bere cioccolata calda, caffè e tè…
Finito lo spuntino risaliamo nel bus con destinazione piscina termale!
Il paesaggio è più o meno lo stesso,ma dopo aver passato un bel po' di geyser, eccola la, piscina… ci cambiamo al freddo e al gelo però una volta entrati la sensazione è incredibile, potremmo restare ore dentro anche perché uscire, considerata la temperatura esterna, non è così gradevole. Non abbiamo scelta bisogna uscire, la guida ci chiama un paio di volte, Giulia si fa coraggio ed esce… A seguire Cardao… Mamma che freddooooooooo!!! Rivestiti corriamo verso l'autobus alla ricerca di un po' di calduccio…
Prima di ritornare a San Pedro facciamo l'ultima tappa al villaggio indigeno Machuca dove alcune famiglie vivono in teoria con l'allevamento di Vicuna (una specie di lama) , ma in realtà traggono un gran profitto dalle orde di turisti che ogni giorno visitano il loro villaggio, vendendo empanadas, infusi di erbe locali, bibite e una specie di spiedini alla griglia. 
Il villaggio è costituito da una decina di case, da un bagno pubblico a pagamento e una chiesa, sicuramente caratteristico, ma ci sono varie contraddizioni.
Rientriamo a San Pedro a mezzogiorno sotto la candela del sole, uno sbalzo climatico che ammazzerebbe un elefante, figuriamoci Noi che veniamo da una notte insonne… Prima di tornare in ostello facciamo un giro per la "Feria del jubilado" dove c'è di tutto, vestiti nuovi e usati, ferramenta, cellulari, banchi con cibo e molte altre cose. Il caldo ha il sopravvento e poco dopo demordiamo e andiamo nel giardino dell'ostello a mangiare e a riposare… Dobbiamo aspettare qui fino alle 19, ora di partenza del nostro autobus per Calama, per poi cambiare e proseguire per la città più a nord del Cile, Arica, dove tuttora non abbiamo un posto dove alloggiare. Non vogliamo pagare un altro ostello e quindi usufruiamo del wi-fi per cercare un couchsurfing normale dove passare un paio di notti. Un ragazzo che sembrava disponibile alla fine tira pacco, un altro personaggio, che poi scopriamo essere uno poliziotto,  ci dà l'ok ma prima vuole sapere i numeri dei nostri passaporti, noi logicamente non abbiamo intenzione di dirglieli e dopo uno serrato scambio di messaggi, non sappiamo ancora cosa fare. Siamo stanchi e in crisi, per fortuna una famiglia che abbiamo conosciuto durante le due escursioni ha pietà di noi e ci invita a pranzare con loro. 
Le ore sembrano non passare mai seduti su quelle sedie o buttati in una panchina di cemento, in più il problema dell'alloggio ad Arica ci infastidisce… proviamo a inviare un sms ad una coppia che ci aveva lasciato il numero ma che in teoria sono in vacanza fino al giorno del nostro arrivo. Lo sbirro insiste, si scusa, Noi anche se non abbiamo intenzione di accettare il suo invito lo teniamo in stand-by per non restare con il culo per terra.
Verso le 18 lasciamo definitivamente l'ostello, ci dirigiamo alla stazione degli autobus e pure lì ci mettiamo ad aspettare seduti per terra.
Una volta arrivati a Calama l'angelo della nostra amica Andrea è lì ad aspettarci con la cena al sacco, fantastica!!! Con i panini in mano arriva la svolta, la coppia di Arica risponde all'sms, ok, possiamo andare da loro, grosso respiro di sollievo!!! Salutiamo il nostro portafortuna con baci e abbracci…una  gran bella persona, l'ennesima di questo splendido viaggio.
Sul nostro caro mezzo di trasporto, mangiamo gli ottimi sandwich, Giulia si addormenta come un sasso, Andrea si gira e si rigira senza mai trovare la posizione, seconda notte insonne per Lui!!!

Durante il tragitto arrivano due sms, uno dello sbirro al quale non rispondiamo e l'altro di Lucia e Fabiàn, che ci danno le indicazioni corrette per arrivare alla loro casa. Perfetto, tutto risolto, le due anime pie ci accoglieranno anche alle 7 del mattino, la fortuna ci persegue!!! Daje!!!

lunedì 17 febbraio 2014

Valle del Elqui

Benvenuti nella valle dei fricchettoni! 
Valle del Elqui, una conca idrografica che si trova a una sessantina di chilometri da La Serena, è una zona verdeggiante circondata da monti desertici dove crescono solo cactus e conosciuta soprattutto per il coltivo dell'uva utilizzata per la produzione del Pisco e per essere una zona mistica. Qui, infatti, sono stati avvistati vari UFO e si riuniscono mistici, appassionati di yoga, reiki e in generale mistici di ogni tipo!

Lasciamo gli zaini grossi a casa di Gino e partiamo solo con due zainetti con il minimo indispensabile, un paio di magliette, spazzolini, sacco a pelo e plaid prestatici da Gino stesso, tendina appena comprata, cena e pranzo al sacco preparati come bravi boy-scout. Prendiamo un autobus da La Serena alle dieci del mattino e dopo due ore scarse di viaggio arriviamo a Vicuna, la prima cittadina della valle, città natia della poetessa premio nobel Gabriela Mistral. Vicuna è il classico paesino con casette basse, piazza centrale, chiesa e non molto di più. Non ci soffermiamo a lungo, non abbiamo voglia di andare a visitare la casa museo della Mistral e per il resto le attrattive non sono molte; giusto il tempo per passeggiare nel centro, scattare le tipiche foto, dare un'occhiata alle bancarelle di artigianato e ci avviamo verso la distilleria Copel, uno dei maggiori produttori di Pisco della zona.
Raggiungiamo la distilleria già belli affaticati e soprattutto accaldati, vista l'ora e il sole cocente sulle nostre teste; consumiamo il nostro pranzo al sacco in una panchina all'ombra di un albero nel giardino della distilleria stessa, piccolo riposo e nuovamente in cammino. Questa volta la nostra destinazione è Peralillo, cittadina che ci era stata nominata dalla nostra cara ospite di Valparaiso, Alicia. Doveva essere un km, ma come minimo ne abbiamo percorsi 6… sbagliando abbiamo percorso la strada più lunga ma migliore da percorrere a piedi perché per nulla trafficata… Arrivati nel paesino scopriamo che non c'è nulla. Bene, giusto il tempo di un gelato nell'unico negozietto aperto dove scopriamo pure come si è risolto il contenzioso tra Cile e Perù in merito alla sovranità territoriale e marittima di una zona di confine portato davanti alla Corte Internazionale dell'Haya.

Nelle ultime settimane abbiamo letto e sentito molto a proposito di tale argomento; molti giornali hanno portato avanti una campagna, diciamo, terroristica, paventando possibili scenari di guerra nelle città di confine o invasione del Perù stesso nel caso in cui l'Haya avesse deciso di concedere la totalità del territorio reclamato dal governo peruano. Per fortuna la Corte ha deciso per una soluzione equilibrata dividendo a metà tra i due stati la zona in questione…..per una volta evviva la diplomazia!
La nostra scoperta della valle continua, con Pahiuano nel mirino… Ci dirigiamo, sempre a piedi, verso la strada principale, "Ruta de las Estrellas", con l'idea di fare autostop, il caldo è sempre più forte e noi siamo già belli lessi… Bastano una decina di minuti per raggiungere il nostro scopo e salire in un pick-up di un operaio della zona che ci porta fino ad un'incrocio alla velocità della luce, scendiamo, salutiamo e a tempo di record un pulmino di altri lavoratori ci carica e ci porta fino a dove volevamo arrivare… Decidiamo che per oggi va bene così e cerchiamo un campeggio economico.

La sorte vuole che lo troviamo facilmente, non è poi così economico ma ha un attrattivo che ci convince, un fiume gelato dove poter fare il bagno… nemmeno il tempo di finire di montare la tenda e splash!!! Ragazzi che bomba!!! A seguito dello splendido refrigerio una siesta è quello che ci vuole. Ceniamo presto e quando cala la sera andiamo a vedere le stelle, cerchiamo un posto senza luce, il campeggio non è di certo adatto; percorriamo alcune vie alla ricerca dell'oscurità che troviamo solo dall'altra parte del fiume, ci godiamo qualche minuto il cielo illuminato dagli astri, finché da lontano non si sentono dei cani abbaiare, Giulia, come sapete, è terrorizzata da questi animali a quattro zampe e il buio non aiuta. Ci accontentiamo quindi di aver visto per un breve lasso di tempo il cielo stellato e ce ne andiamo a dormire, tanto domani sera avremmo un altra opportunità per godere di questo spettacolo.
Al risveglio facciamo colazione, smontiamo la tenda e riprendiamo il nostro cammino, oggi vogliamo arrivare a Pisco Elqui, la città più famosa e turistica della valle che prende il nome dal liquore stesso.
Ci dirigiamo a piedi verso Monte Grande dove faremo la prima sosta, l'dea è come sempre camminare un po' e fare autostop durante il cammino. Questa volta è un signore dall'auto elegante ad aiutarci nel nostro intento e ad accompagnarci fino alla nostra destinazione. L'uomo ci spiega pure che i paesaggi e i vitigni sono tutti simili fino all'ultimo paese della valle, Horcon, e ci raccomanda di andare a scoprirlo. Dopo i dovuti ringraziamenti, visitiamo questa minuscolo paesino che nulla ha di nuovo rispetto a quelli precedentemente visitati.
Facciamo un sosta "Empanadas" e ripartiamo nuovamente… i paesi visitati come ben capite non sono un granché,  ma i paesaggi attorno sono mozzafiato e non ci stanchiamo mai di osservarli, commentarli estasiati e fotografarli. Abbiamo due opzioni, andare alla ricerca del fiume per farci un bel bagno o proseguire il cammino. Viste le scarse forze fisiche decidiamo di iniziare a fare autostop all'ombra di un albero appena fuori il paese, davanti il Mausoleo di Gabriela Mistral in direzione Pisco Elqui evitando così di camminare ulteriormente alla ricerca del fiume. Lasciamo passare un paio di autobus convinti che prima o poi qualcuno farà caso al nostro pollice all'insù… passata un'oretta ci arrendiamo e al passaggio del terzo bus saliamo e ci appisoliamo fino all'arrivo a Pisco.
Si nota subito che questa è la "capitale" della valle. Non solo, infatti, il paesino è più grande e curato, ma ogni due passi si incontrano un ostello, un bar, una "bottiglieria", un negozio di simil-artigianato e un numero infinito di persone che offrono servizi come purificazione dell'aura, avvistamento di UFO notturni, massaggi reiki e chi più ne ha più ne metta! A nostro parere tutto ciò ha un che di finto, un'esagerazione dettata dal solito vil denaro!

Ci fermiamo nella piazza centrale a mangiarci un panino rigorosamente vegetariano vendutoci da un ragazzo di una comunità di Hare Krishna e cerchiamo di dare un po' di fresco ai nostri cervelli per decidere sul da farsi! Eravamo stati avvisati in merito al calore che avremmo trovato nella Valle e che rende qualsiasi azione dieci mila volte più faticosa, ma come sempre vivere è diverso dal farsi raccontare! Nonostante il lieve venticello il pensiero di rimettersi in cammino per raggiungere l'ultimo paese, Horcon, ci destabilizza….meglio cercare un campeggio qui e godersi il puro relax. Chiediamo un po' in giro dove poter trovare il campeggio più economico e tutti ci indicano un simil-camping in riva al fiume. Una volta arrivati scopriamo che il fiume praticamente non esiste più…troppi anni, 10, che non piove come si deve….e che il campeggio in realtà altro non è che uno spiazzo di sassi senza luce corrente né bagno…..poco male, pensiamo noi, costerà pochissimo e per una notte ci può stare, e poi da qui le stelle si vedranno sicuramente benissimo!!Peccato che scopriamo che in realtà bisogna pagare 10mila pesos, ovvero quasi 15 euro, FOLLIA!!  Se dobbiamo pagare almeno che ci vengano dati i servizi base! Risaliamo la stradina verso il centro della città, ci ricordiamo infatti di aver visto un altro campeggio durante la discesa! Entriamo e vediamo che non solo ci sono bagni, doccia e un paio di luci ma addirittura c'è una piscina!!!Parliamo con il proprietario il quale, forse impietosito, acconsente a farci restare una notte per lo stesso prezzo dell'altro posto, 15 euro in due! Non è fighetteria la nostra per carità dormiamo pure in mezzo ai canneti se è necessario, ma se allo stesso prezzo possiamo passare un pomeriggio intero in piscina, farci una doccia e mangiarci i nostri pomodori con palta sotto la luce….beh c'è bisogno di dire altro? Oltre tutto anche questo piccolo campeggio familiare si trova ancora abbastanza fuori dal centro di Pisco da permetterci di vedere il cielo stellato….meglio di così non potevamo chiedere.
La mattina dopo ci avviamo verso la nostra ultima meta, Horcon! Come sempre incominciamo a piedi e, quando incominciamo a stancarci troppo, incominciamo a fare l'autostop! Si fermano due ragazzi di Horcon stessa e ci accompagnano fino alla parte diciamo residenziale del paesino. Per raggiungere la zona di attrattiva artigianale percorriamo un altro chilometro a piedi!
 Anche qui lieve delusione in quanto ci troviamo di fronte un villaggio artigianale/turistico carissimo e in parte fittizio. Allo stesso tempo, però, i dintorni naturalistici sono incredibili! Immancabile sosta sotto albero con pomodori e palta e via di nuovo! Fa veramente caldissimo, per cui iniziamo quasi subito a fare l'autostop, tanto la strada è la stessa che abbiamo percorso all'andata! Si ferma una coppia simpaticissima, lei cilena lui australiano, e ci accompagnano fino a Pisco! Qui quasi subito troviamo due ragazzi di Santiago che stanno scendendo fino a Vicuna per cercare una farmacia e sono ben contenti di farci salire a bordo per condividere la strada!

Arrivati a Vicuna tentiamo per un po' con l'austop, volesse la sorte che qualcuno ci porti fino a La Serena. Purtroppo usciti dalla Valle finisce la magia e dopo più di un'ora di attesa decidiamo di prendere l'autobus…va bene lo stesso, è sbagliato pretendere troppo. Cullati dall'oscillare del bus e dal fresco dell'aria condizionata ci risvegliamo che siamo praticamente già arrivati a La Serena!
Bella, bellissima, la Valle del Elqui, grazie per questi ennesimi giorni di scoperta e meraviglia.



lunedì 10 febbraio 2014

Bella La Serena...

Ore 6 della mattina arriviamo al Terminal di autobus di La Serena Regione di Coquimbo. Aspettiamo un'ora affinché il deposito bagagli apra per lasciare i nostri zaini sempre più pesanti e andare alla scoperta della città.
Vorremo un letto, ma non abbiamo alternativa visto che il nostro ennesimo ospite di Couchsurfing, Gino, finisce di lavorare alle 19.30, quindi abbiamo una giornata intera per girovagare per centro città e spiaggia…
Iniziamo con il centro città, finalmente un centro storico con tanto di chiese antiche e un'architettura piacevole.


Restiamo veramente sorpresi, non ce l'aspettavamo, è la prima città del Cile che incontriamo così bella.
Dopo aver chiesto una mappa al punto d'informazione turistica completiamo il nostro tour, con una buona colazione in corpo.
Qualche ora più tardi, ormai alla frutta, cerchiamo un parco dove poter riposare, lo troviamo e ci distendiamo all'ombra degli alberi, una bella siesta prima di riprendere la scoperta di questa città…


Passiamo alla spiaggia… Nel cammino ci perdiamo all'interno di una zona residenziale ancora in costruzione, troviamo però un uscita al mare… Spiaggia immensa, semi deserta, un po' lontano dal
lungomare… Altra piccola siesta…siamo sempre più affaticati e il sole picchia sempre di più, quindi poco più tardi ci avviciniamo al Faro cercando un po' di ombra e di cibo. Il faro in realtà ce lo immaginavamo più bello visto quanto è sponsorizzato. Da qui comunque inizia la strada lungo la spiaggia sempre più popolata di turisti, soprattutto argentini. Logicamente i locali con vista al mare sono cari per le nostre tasche… proseguendo fortunatamente troviamo un posto dove fanno delle empanadas veramente ottime…finalmente proviamo quelle "Napolitanas" con prosciutto, formaggio e pomodoro, squisite!!!
Con un po' di energia in corpo continuiamo la nostra passeggiata, che trova una pausa in una parte della spiaggia dove ci facciamo un paio di bagni refrigeranti in mezzo alle onde gigantesche… l'acqua è come dicono qui "helada" (fredda), ma è davvero divertente lanciarsi in mezzo alle onde e lasciarsi trasportare dalla corrente fino al bagnasciuga. Guardiamo l'ora ma manca ancora tanto all'appuntamento con Gino al Mall, tipico punto d'incontro della popolazione cilena. Quindi continuiamo a passeggiare per il lungo mare fino alla Avenida 4 esqiunas, dove troviamo un locale dove cercano un cuoco e una cameriera. Entriamo e ci presentiamo, sembra un locale tranquillo, vicino alla spiaggia, l'orario sarebbe serale… Ci dicono la paga, ed è sempre la stessa di Santiago, lasciamo il numero di telefono ma appena usciti abbiamo già preso la nostra decisione…non ne abbiamo voglia…
All'incrocio con la Ruta 5, la famosa Panamericana che attraversa tutto il Cile, prendiamo un bus fino al centro alla ricerca di una birra fresca… la stanchezza ormai la fa da padrona e ci innervosiamo un po', troviamo tutti i locali cari…finalmente troviamo un bar dove decidiamo di consumare la nostra bibita preferita, un bel litro di Cristal…
L'ora è ormai quella giusta per raggiungere la stazione degli autobus per perdere i nostri bagagli e avviarci all'appuntamento con il nostro ospite… All'uscita del supermercato facciamo la conoscenza con Gino che ci porta a casa in auto e ci prepara una bella cena.
Non duriamo molto svegli, e dopo cena ci buttiamo a letto fino alla mattina seguente in una bella camera tutta per noi.

Al risveglio della mattina seguente Andrea si alza con due labbra gonfie come una valletta rifatta male, strascichi del sole preso a Valparaiso…
Con calma, pranziamo e programmiamo la giornata, decidiamo di evitare la spiaggia viste le condizioni del nostro uomo…
Il piano è andare al centro per fare la conoscenza dei genitori di Karina, la ragazza di Couchsurfing che ci ha ospitato a Puerto Montt e che risiedono a La Serena dove gestiscono una pasticceria in centro. I due signori sono molto gentili con noi, soprattutto la madre che ci regala 6 ottimi dolcetti e ci riempie di consigli… Il secondo punto del nostro pomeriggio prevede una passeggiata a cavallo in spiaggia, dal faro fino alla foce del fiume, una mezzora abbondante. Giulia alla prima esperienza in sella del maestoso quadrupede è un po' rigida ma poi si lascia trasportare da un esperienza sempre piacevole. Andrea, che a cavallo c'era già andato in adolescenza, è più sciolto e vorrebbe correre un po' di più ma non viene ascoltato dall'accompagnatore…
Arrivati al fiume i cavalli si dissetano e poi si ritorna al punto di partenza, quanto è bello stare in sella a degli animali tanto grandi quanto affascinanti. Finita la passeggiata scendiamo dai rispettivi cavalli e cerchiamo il signore che ci ha accompagnato per saldare il conto, meno di 5 euro a testa, lui se n'è già andato con un altro gruppo e nessun altro ci chiede soldi, noi ci guardiamo intorno, aspettiamo un po' e poi ce ne andiamo, senza pagare… que suerte!!!
Alla sera ci aspetta un "Asado" a casa di una amica di Gino che inaugura il suo appartamento, a noi si aggiunge un altro amico del nostro ospite Evaristo, e una collega di Gino, Lili…
La casa della ragazza è bellissima, ha una vista mozzafiato su tutta la baia… C'è da bere per un reggimento e Andrea si mette a fare mojitos appena entrato!!! L'ambiente è piacevole e tra chiacchiere,
drink e carne a tarda ora arrivano le 5 del mattino in un baleno…
Noi siamo gli ultimi a lasciare la festa, un bel po' brilli e altrettanto stanchi visto anche i balli fatti in salotto.
Arrivati a casa noi ci tuffiamo a letto mentre Gino e Evaristo restano svegli fino alle 9 del mattino a bere, due pazzi!
Logicamente il giorno seguente noi ci svegliamo ad un'ora decente al contrario dei due guerrieri che dormono come dei sassi…li svegliamo con una ricca colazione per approfittare della bella giornata, ma il risultato non è quello che avevamo sperato…i due dopo la colazione si ributtano a letto fino alle 5 passate…perdiamo così una giornata di spiaggia, visto che andiamo al mare alle 18!!!
Distesi nella sabbia veniamo circondati da passanti che vendono qualsiasi tipo di cibo e bibita…ad una certa si avvicina un signore, che vende "Churros con Manjar" e li promuoveva cantando con un microfono da centralinista, sulla base di Gam Gam Style, fantastico!
Giulia partecipa pure a un gioco organizzato dal bar al nostro fianco…consisteva nel tirare una pallina da tennis dentro una caraffa, in premio due litri di birra. Avrà vinto la nostra eroina? certo che no!!! 
Ormai la temperatura inizia ad abbassarsi, quindi lasciamo la spiaggia per andare a fare la spesa, questa sera ci tocca cucinare…
Optiamo per un piatto veloce e semplice ma sempre buono, tagliatelle panna e salmone…
Al negozio affianco al supermercato compriamo pure una tenda da campeggio, del valore di 10 euro, per accampare alla Valle del Elqui il giorno seguente.
Alla cena è invitata pure Lilli e tutti apprezzano il nostro piatto e pure le bruschette, come sempre facciamo felici i nostri amici del couch con la cucina italiana… Noi ce ne andiamo a letto presto e i tre folli dopo cena vanno nuovamente a far festa in discoteca, sono macchine questi cileni il fine settimana!!!
Domenica mattina decidiamo di non aspettare che si sveglino Gino e Evaristo e andiamo a visitare Coquimbo, la vecchia città portuale a pochi chilometri da La Serena e che molti comparano a Valparaiso! Sinceramente una grandissima delusione! La città non è bella per niente, il piccolo porto è talmente turistico da risultare nauseante con finte navi pirata dove i turisti possono gustarsi un imbarazzante arrembaggio con tanto di musica e costumi alla "Pirati dei Caraibi"; la enorme croce costruita su uno dei colli più alti della città, poi, è una delle architetture più brutte che abbiamo mai visto in vita nostra
…..ad ogni modo conoscere significa anche vedere cose non piacciono. Passeggiamo tutta la giornata arrivando anche fino al faro e ad una palese ricostruzione di un forte sul lungo mare…….l'unica cosa che ci colpisce e che sicuramente è molto particolare sono le case costruite in mezzo alle rocce dei colli che compongono la città!





Tornati a La Serena andiamo in spiaggia ad aspettare Gino ed Evaristo che arrivano ancora più tardi del giorno prima, quasi le sette di sera, e completamente sfatti :) passeggiamo mezzoretta sul lungo mare e poi ci dirigiamo a casa! Anche i due leoni sono stanchi questa sera, in più Gino lunedì rincomincia a lavorare per cui mangiamo qualcosa di semplice tutti insieme e poi ce ne andiamo a letto. Noi abbiamo la Valle del Elqui (vedi prossimo post) da visitare il giorno seguente e ci aspettano 2 giorni di tenda senza materassini, quindi meglio riposare per bene… Notte!!!

Al ritorno dall'escursione, aspettiamo Gino che ci cucina una super cenetta, un piatto unico, "Carne al jugo", ospite insieme a Noi, l'immancabile Lili… Serata più che piacevole visto che finalmente nessuno era con "resaca".
Ci fermiamo un altro giorno intero a La Serena prima di ripartire per San Pedro di Atacama, l'ultimo giorno è di lavoro, nel senso che dobbiamo programmare il viaggio in funzione ai nostri risparmi… Ci regaliamo un'altra passeggiata in centro, salutiamo i genitori di Karina e alla sera festeggiamo con tanto di Pizza e Torta il compleanno di Giulia!!! Fantastici Gino e Lili che commuovono la nostra "vecchia"… jejeje!!! 
Al mattino Andrea cerca di viziare Giulia in tutti i modi, una sorta di regalo di compleanno, prima delle 14 ore di bus per Atacama.
Ultimo pranzo con Gino che rientra in anticipo dal lavoro e poi i classici saluti prima di andare ognuno per la propria strada.
Ringraziamento più che doveroso per il nostro ospite che non ci ha fatto mancare nulla e non ha mai voluto niente in cambio, veramente un ragazzo d'oro, che ci ha accolto  nella propria casa come dei fratelli…

Chiudiamo questo post con una riflessione sulla città, molto piacevole, tranquilla e completa, con tanto di centro storico antico e km di spiaggia dorata, questa si poteva essere una città dove poter fare una gradevole esperienza lavorativa, altro che Santiasco…

giovedì 6 febbraio 2014

...Valpo per gli amici...


Prediamo l'autobus dalla stazione Los Pajaritos, consigliabile rispetto al Terminal degli autobus centrale in quanto molto più piccola, con molti meno autobus, dei quali la maggior parte vanno a Valpariso, e direttamente fuori dalla fermata della metro! In questo modo si evita di ritrovarsi persi in mezzo alla marea di persone in partenza per una delle migliaia di destinazioni nazionali e internazionali, si può con più facilità individuare la compagnia meno cara e non c'è nemmeno bisogno di camminare per arrivare al bus! Noi viaggiamo con la compagnia Condor, una delle più economiche; in realtà prenotando prima il biglietto si possono trovare delle ottime offerte con Tur-Bus ma prendendolo al momento vale quasi il doppio; in ogni caso si sta parlando dai 3.5mila ai 5mila pesos (5-7 euro) nulla di inaccessibile :) 
Arriviamo a Valparaiso alle otto di sera, in autostazione Alicia e Gerardo, i ragazzi del couchsurfing, sono venuti a prenderci! Appena scendiamo dal autobus abbiamo già due sorrisi stampati in faccia come bambini alle giostre! L'appartamento si trova in avenida Alemania, la via percorsa dalla linea dell'autobus O che c'è stata caldamente consigliata da varie persone incontrate nel tragitto in quanto essendo in alto e percorrendo i vari colli di Valparaiso permette di avere un'ottima visuale su città e oceano…come spesso capita, senza troppo cercarla, la fortuna ci viene incontro!
Il grattacielo è uno di quegli eco-mostri che rovinano il paesaggio ma bisogna riconoscere che l'appartamento è veramente delizioso e la vista dal 15esimo piano dove ci troviamo è spettacolare! Durante il tragitto verso casa chiacchieriamo con i nostri ospiti e già si crea una bella armonia. Entrambi sono matematici e lavorano all'università, Alicia è insegnante Gerardo ricercatore; hanno studiato e vissuto in Brasile e da poco sono ritornati a vivere in Cile. Arrivati a casa ci offrono la "once" una specie di aperitivo/cena a base di pane, prosciutto, formaggio, pomodori, marmellata e l'immancabile Palta (avocado)…ormai grandissima passione di Andrea…il tutto accompagnato da te o caffè! goduriosa tradizione che deriva dalla parola "aguardiente" (un tipo di grappa). Finito il lavoro, infatti, gli uomini solevano andare al bar per bersi uno o più bicchierini accompagnati da vari stuzzichini prima di tornare a casa per la cena; per cercare di celare il fatto che già alle sei/sette di sera andavano a bere incominciarono a chiamare questo simil aperitivo la "once" dato che la parola "aguardiente" è composta da undici lettere!
Alicia e Gerardo ovviamente durante la settimana lavorano ma ci forniscono di una mappa della città e ci danno varie dritte e consigli su cosa vedere. Le serata che trascorreremo insieme, poi, saranno sempre tranquille ed estremamente piacevoli, accompagnate da conversazioni intelligenti e variegate! 
Lunedì andiamo a visitare la parte più conosciuta e turistica della città, Cerro Alegre e Cerro Concepcion. Valparaiso, infatti, è composta da ben 41 colli (cerros), una ventina quelli che compongono la parte centrale della città, e i vari quartieri si distinguono in base al nome del colle su cui si trovano. Come abbiamo detto la casa si trova in av. Alemania all'altezza, in linea d'aria, con av. Ecuador, una delle vie centrali e di maggior movimento notturno! Percorriamo av. Alemania a piedi in direzione Plazuela San Luis attraversando continui "miradores" dai quali ci gustiamo la bella vista di questa incredibile città.
Arrivati alla piazza incominciamo a scendere sperdendoci nelle varie viuzze fino al "Paseo yugoslavo" dove si trova il museo di Belle Arti, purtroppo chiuso. Qui prendiamo l'ascensore "El Peral" fino a Plaza Justicia; attraversiamo Plaza Sotomayor e arriviamo al Molo Pratt, il porto commerciale.



Le caratteristiche più conosciute e che hanno reso Valparaiso patrimonio dell'Unesco sono le case colorate e piene di disegni, le scalinate dipinte e gli ascensori che permettono di salire e scendere i colli senza farsi venire un perenne attacco d'asma, nella maggior parte dei casi per soli 100 pesos, meno di 15 centesimi. In una passeggiata di un paio d'ore ci siamo gustati tutto questo rimanendo affascinati dai graffiti che spuntano ad ogni angolo, incuriositi dai numerosi piccoli teatri e atelier di quartiere,  e cullati dalla, quasi dimenticata, serenità del silenzio. Molti definisco Valparaiso bohémienne, a noi non piacciono molto le etichette ma ciò che è certo è che qui c'è un'aria magica. Purtroppo abbiamo anche potuto constatare ciò che Gerardo ci aveva accennato la sera precedente ovvero la pochissima cura, quasi lo stato di abbandono di molte case! Non riusciamo a spiegarci come si possa lasciar decadere un gioiello come Valparaiso, oltre tutto attrazione turistica internazionale.
Arrivati al porto seguiamo il consiglio di Gerardo e ci imbarchiamo in una delle varie imbarcazioni, simili ai Topi da trasporto veneziani, che con 3 pesos (circa 4 euro) portano i turisti fino all'altezza del Molo Baron (dalla parte opposta della città) e ritorno; quasi un'ora di gita in barca che permette di avere una visuale diversa della città. La brezza marina e il buffo ragazzo che ci racconta vari aneddoti durante il tragitto rendono il tutto ancora più simpatico. 
Finito il giro percorriamo av. Pratt e av. Esmeralda fino a Plaza Anibal Pinto, ovvero il centro della "down town" dove si trovano banche, supermercati, negozi etc e soprattutto dove ci sono troppe macchine!! Fuggiamo dal rumore del traffico e torniamo verso l'alto; panino al volo e saliamo con l'ascensore Reina Victoria fino al Paseo Dimalow. Da qui, perdendoci di nuovo nei vari vicoletti, scendiamo a piedi il secondo colle che abbiamo deciso di visitare fino a ritrovarci di nuovo in av. Esmeralda. Come si potrà capire Valparaiso, o meglio il suo centro, non è enorme e in una giornata lo si percorre molto facilmente a piedi! Ormai sono quasi le cinque e siamo decisamente accaldati per cui decidiamo di fare un salto a casa per una doccia rinfrescante prima di uscire per una birra fresca in uno dei vari bar di av. Ecuador! 
Usciamo che è ancora troppo presto per l'apertura dei molti locali però troviamo un pub fighissimo dove mezzo litro di birra, in bottiglia, costa solo 1 euro…BARMACIA con tanto di insegna e listini come se fosse una farmacia! 


Martedì iniziamo il nostro giro dirigendoci dalla parte opposta di av. Alemania, verso la casa museo di Pablo Neruda "La Sebastiana". Durante il tragitto ci soffermiamo al "Mirador Camogli", una piazza dedicata ad una famiglia italiana; raccontano che il vecchio signor Camogli , miliardario, ancora oggi, la mattina molto presto, si faccia accompagnare in limousine per spazzare personalmente la piazza!!
Arrivati al museo decidiamo di non entrare, non pensiamo che sia poi così tanto diverso dalla casa-museo che abbiamo visitato a Santiago e soprattutto c'è decisamente troppa gente in coda! Ci soffermiamo un po' nel giardino della casa da cui c'è una delle ennesime viste mozzafiato, scattiamo qualche foto e riposiamo al fresco giusto il tempo per tornare in forze e continuare verso il "museo a cielo aperto", un quartiere consigliatoci da Alicia. 
Scendiamo fino alla Parrocchia "Las Carmelitas", enorme chiesa completamente bianca che sovrasta il Cerro Bellavista e da cui incomincia il "museo", ovvero una serie di vicoli particolarmente variopinti dove vi sono alcuni graffiti ed altre opere artistiche segnalate con tanto di data e nome degli autori. Ora, le opere segnalate sono sinceramente deludenti, la maggior parte risalgono agli anni 70/80 e sono molto rovinate (e nemmeno belle per quanto ci riguarda) ma tutta la zona è veramente bella e alcuni dipinti anonimi sono vere e proprie opere d'arte! 
Questa città ci piace proprio tanto, vorremmo avere la possibilità di fermarci di più in modo da poterla vivere e non solo visitare ma purtroppo le opportunità  di lavoro volontario tramite helpx che abbiamo contatto fino ad ora non ci hanno dato risposta positiva, meglio non c'hanno proprio dato nessuna risposta! Ultima possibilità un atelier/negozio che cerca aiutanti in cambio di alloggio e colazione…….dato che non abbiamo ricevuto risposta ne tramite mail ne tramite telefono decidiamo di presentarci direttamente alla porta! Rimaniamo stupiti in quanto quando arriviamo all'indirizzo indicato su internet troviamo un ostello…brutta proprio la falsa pubblicità pur di accaparrarsi clienti!!! Ci consoliamo con un menu del dia a 2 euro in un locale a fianco e ce la mettiamo via, purtroppo possiamo restare solo un altro giorno e mezzo e accontentarci di conoscere Valpo solo da turisti! 
Per digerire scegliamo la passeggiata lungomare che parte dal Molo Baron, zona attualmente in costruzione in quanto hanno deciso di aprire un enorme centro commerciale (Mall) , nonostante l'opposizione di una parte della cittadinanza, e dove, al nostro passaggio, si trovavano parcheggiate le varie 4x4 e camion che hanno partecipato alla Dakar. 
Arriviamo fino ad una piccola spiaggia non balneabile e ci rendiamo conto di essere veramente stanchi! Anche oggi abbiamo camminato tantissimo e, nonostante soffi costantemente un lieve vento fresco, fa caldo e il sole picchia forte.
Vogliamo andare a visitare un ultimo posto prima di tornare a casa ma ci rendiamo conto di esserci allontanati più dell'immaginato dal centro per cui prendiamo un autobus che ci porta fino a av. Argentina. Passiamo davanti al Congresso Nazionale, a nostro parere orribile, e ci infiliamo in calle Simpson (jejejejeje) fino all'Ascensore Polanco! Questo è l'unico ascensore della città con il "diritto" di chiamarsi tale in quanto sale esattamente verticalmente per 180 metri, come un vero ascensore, mentre tutti gli altri salgono in obliquo, come quelli di Lisbona per intenderci! L'ascensore Polanco, costruito nel 1906, inoltre, è particolare in quanto per raggiungerlo bisogna percorre un breve tunnel sotterraneo una volta usato dai minatori! La vista dall'alto, come sempre, è incredibile, ma il quartiere intorno non è nulla di speciale, anzi è una zona popolare povera dove alcuni residenti stessi ci sconsigliamo di passeggiare, per cui riprendiamo lo stesso ascensore e torniamo giù! Siamo stanchissimi e non ce la
facciamo a tornare a casa a piedi; da av. Argentina prendiamo la famosa linea O e ci facciamo lasciare davanti a casa. Dopo la doccia decidiamo di uscire di nuovo, questa sera abbiamo voglia di stare soli così dopo una immancabile sosta al Barmacia cerchiamo un posto non troppo caro dove mangiucchiare qualcosa e per una volta decidiamo di fare gli italiani all'estero e di mangiarci una pizza!!! Scegliamo proprio bene in quanto troviamo un locale tutto bello colorato con vecchia cucina a vista dove ci mangiamo una piazza deliziosa! Per una volta la pasta è sottile come si deve e l'abbinamento di formaggio verde, miele e noci è azzeccatissimo…le nostre tasche, e i prezzi del locale, però, ci permettono una sola pizza in due!
E' già arrivato l'ultimo giorno, che tristezza! però abbiamo l'autobus alle dieci di sera e quindi abbiamo un altro giorno intero!!
Dedichiamo  l'ultima giornata a Vina del Mar, la città a fianco dove si trovano le spiagge!  L'autobus ci mette poco più di mezzora per arrivare in centro a Vina, meno del tempo che ci mettevamo per arrivare al lavoro a Santiago, e pure per meno soldi!! (il biglietto dalla stazione degli autobus vale infatti 450 pesos a testa…circa 70 centesimi) Prima di buttarci in spiaggia facciamo un giro per il centro della città. Molto ben curato e moderno rispetto a Valparaiso sinceramente non gli dedichiamo molta attenzione, col caldo che fa riusciamo solo a pensare all'acqua!! Dirigendoci verso la spiaggia più vicina troviamo una signora che vende per strada la "humita", mais lesso insieme a cipolla schiacciato quasi a purè servito dentro la foglia della pannocchia stessa……"piatto" tipico che ancora non avevamo provato, ma che non ci esalta! La piccola spiaggetta è affollatissima e non bella ma non abbiamo voglia di trascorrere un'altra mezzora in autobus per raggiungere le spiagge vere e proprie, non vale la pena per poche ore! Primo bagno nell'Oceano Pacifico in mezzo a onde giganti, sole, sonno, bagno. Prima di chiudere la giornata facciamo una passeggiata lungo-mare fino al castello Wulff; nulla di particolare da segnalare. 
Tornati a casa ci sono degli amici di Gerardo con i quali condividiamo un'ottima e amatissima "once" prima di avviarci verso la stazione degli autobus! I nostri ospiti ci accompagnano fino alla stazione per darci l'ultimo saluto… Altro pezzo di cuore lasciato in questa città, altro pezzo di vita guadagnato!



Questa notte viaggeremo verso La Serena, per la quale, soprattutto Andrea, ha grandi aspettative!