giovedì 13 novembre 2014

Rosario


Le evidenti conseguenze del cambio climatico sono palesi in qualsiasi parte del mondo; anche qui dopo una settimana di sole e caldo eccessivo per la primavera incominciano pioggia, vento e freddo, ugualmente inapproppriati per questa stagione dell'anno! 
Partiamo sotto una pioggerellina fitta e costante che bagna fino al calzini; non avendo comprato prima il biglietto non sappiamo a che ora avremo il bus ma c'è stato detto che ne parte uno ogni ora; ovviamente riusciamo ad arrivare nelle ore di buco e così ci tocca aspettare un'ora e 40 minuti, la buona notizia è che lo sconto del 20% trovato in ostello è vero!! Nell'attesa andiamo in una caffetteria a riscaldarci e leggere qualche mail. 
Partiamo da Cordoba verso le 12.00 e in meno di sette ore siamo arrivati a Rosario [compagnia Urquiza-Flecha Bus, costo 192 pesos]
Nonostante Rosario sia la seconda città più grande dell'Argentina pare non abbia molto da visitare e facendo una media dei giorni consigliati dai vari amici fin qui incontrati abbiamo deciso di restarne tre. 
Gonzalo, il ragazzo di couchsurfing che ci ospiterà, ci ha dato indicazioni molto precise per raggiungere il suo appartamento; si offre di venirci a prendere in autostazione ma anche qui piove a dirotto e fa freddo per cui preferiamo che ci aspetti a casa, non vale la pena che anche lui si bagni! 
La casa si trova in una zona molto centrale, a soli tre isolati dall'immenso fiume Paranà, il che per noi è una gran fortuna…possiamo raggiungere tutto a piedi! L'appartamento in realtà è dell'amico/coinquilino di Gonzalo, Mathias, il quale però per il fine settimana è fuori città con un'associazione che costruisce case per le famiglie meno abbienti, "Techo", e ha lasciato detto che possiamo sistemarci in camera sua!
Passiamo la serata a casa con Gonzalo e Marina, la sua ragazza, il clima inospitale e la stanchezza da viaggio non animano a uscire!
Domenica mattina ci svegliamo e piove ancora…UFFA! La bellezza di Rosario, però, sta soprattutto nel gran numero di centri culturali, musei, atelier e qualsiasi forma d'espressione artistica immaginabile aperta al pubblico, per cui anche se piove si può godere a pieno di questa strabiliante caratteristica della città.
Pantaloni pesanti, felpa, giacca, cappuccio e via…come prima tappa andiamo al Centro culturale "Plataforma Lavarden" ma lo troviamo chiuso per cui ci dirigiamo "all'Isola degli inventi", un centro culturale per bambini e adulti costruito all'interno di una antica stazione dei treni molto consigliatoci da Gonzalo. Il progetto, nato nel 2003, mira a creare un luogo aperto alla cittadinanza dove si possa partecipare a laboratori scientifici, artistici e culturali…noi ad essere sinceri non seguiamo il consiglio di Gonzalo di "toccare e provare tutto", e in parte ce ne pentiamo, ma appena entriamo ci ritroviamo circondati da una miriadi di bimbi urlacchianti che scorrazzano per ogni dove e ci sentiamo un po' fuori luogo…che noiosi!! Ad ogni modo bellissima l'iniziativa e molto ben ristrutturato l'edificio, forse è consigliabile non andare in una domenica pomeriggio di pioggia ed evitare così il sovraffollamento. 
Nonostante la giornata non sia molto migliorata, per lo meno la pioggia s'è un po' smorzata in modo tale da permetterci di fare una lunga passeggiata per Boulevard Nicasio Orono fino al museo di Belle Arti "Juan B. Castagnino" , per quanto ci riguarda piuttosto deludente, ma dipende dalle esposizioni presenti. Dubbiosi sul significato e sul valore del'"arte" contemporanea e indispettiti dal fatto che non si sa bene chi ad un certo punto decide che un tavolo con sopra appoggiato un pezzo di carta verde o un comodino mezzo rotto siano delle opere d'arte, ci avviamo al Museo della Memoria, sicuri che in questo caso non rimarremo delusi. 
Il museo fu creato nel 1998 e affronta principalmente i temi della violenza politica e del terrorismo dello Stato in Argentina nei decenni 1970 e 1980, oltre ad ospitare alcune esposizioni temporanee. Nel 2010 fu scelta come sede definitiva del museo quella che in passato fu la sede del Comando del II Corpo dell'Esercito, ubicato di fronte al Servizio di Informazione della Polizia di Santa Fe, uno dei principali centri clandestini di detenzione di tutta la provincia. L'esposizione è molto forte, appesantita dalla consapevolezza di essere in un luogo dove pochi decenni fa sono state messe in atto torture fisiche e psicologiche. 
Oltre alla mostra permanente, molto interessante l'esposizione temporanea "El ojo de la aguja", mostra di memoria dal Messico; una serie di fazzoletti (panuelos) ricamati a mano con i nomi e le storie dei 50 mila morti degli ultimi sessant'anni vittime della guerra al narcotraffico. 
Ormai è buio, ha ripreso a piovere e fa freddo; non abbiamo nessuna voglia di parlare e restare fuori, anche in conseguenza delle quasi due ore passate immersi in una storia tanto atroce quanto, ai nostri occhi, inspiegabile. Zuppa calda e cartone animato in televisione ci rincuorano quel giusto per riuscire ad andarcene a dormire senza troppi incubi.
Lunedì finalmente non piove e possiamo dedicare la giornata alla classica passeggiata per il centro, in particolare le pedonali Cordoba e San Martin, visita al Monumento alla Bandiera e lungofiume. 
Prima di iniziare il giro, però, andiamo alla Plataforma Lavarden; non solo c'è rimasta la curiosità dal giorno prima ma scopriamo che un ragazzo della comunità di couchsurfing che ci ha scritto invitandoci a casa sua se non avessimo già trovato qualcuno dove stare, lavora proprio in questo centro culturale, o meglio ne è il direttore…una visita è d'obbligo. Il palazzo un tempo era un albergo di lusso che, una volta chiuso, è stato preso in mano dallo Stato e affidato alla stessa curatrice dell'Ila de Los Inventos perché lo trasformasse in un luogo aperto alla cittadinanza; e così ora la sala per le colazioni è diventata un teatro/bar; i vari piani riadattati a uffici o sale per corsi e laboratori di vario tipo e l'entrata a sala esposizioni temporanee. Molto interessante il primo piano dove ogni porta è stata sostituita con un armadio al cui interno si trovano stanze, o meglio mondi, diversi : la camera libro dove non solo uno può  scegliere uno dei centinaia di libri al suo interno e leggerselo in pace ma dove anche le sedie e i tavoli sono fatti di libri; la casa con cucina dove è disponibile tutto il necessario per prepararsi un mate, cinema e letto gigante dai cui cuscini escono musica o racconti; la stanza dei travestimenti con vestiti e trucchi disponibili per tutti; il circolo sportivo con bocce, ping pong e biliardino; la stanza dei rompicapo, ovvero puzzle; e in ultima un carrion gigante!


Guillermo, questo il nome del ragazzo di couchsurfing che incontriamo al centro, ci racconta la storia dell'edificio e ci accompagna agli ultimi piani aprendoci la sala teatro e la terrazza esterna…molto interessate tutto il progetto ed estremamente amabile Guillermo! Usciamo chiedendoci se e quando una tale rivalutazione di un edificio privato sarà possibile in Italia, o per lo meno a Venezia dove di norma accade esattamente il contrario: edifici pubblici vengono trasformati nell'ennesimo albergo.
Come già accennato Rosario, da un punto di vista architettonico, non ci è piaciuta particolarmente; certo nel centro vi sono alcuni bei palazzi dal marcato stile spagnolo, ma troppi i grattacieli che
soffocano le strade e i palazzi stile anni 50 italiano abbandonati a se stessi; la nostra passeggiata quindi non dura particolarmente tanto, nonostante la nuova passione di Andrea per la fotografia manuale comporti una sosta minima di dieci minuti per ogni foto nel tentativo di catturare la luce migliore. Alle cinque ci regaliamo un ottimo gelato vicino casa, Rosario infatti è conosciuta in Argentina per i suoi gelati artigianali, e ci perdiamo per un'ora abbondante a scaricare e vedere le foto del matrimonio che nel frattempo ci ha inviato Felipe. Prima di tornare a casa facciamo una piccola tappa insieme a Mathias alla casa natale di Ernesto Che Guevara...con nostra grande delusione non c'è nemmeno una targa ma un semplice cartello sul marciapiede; certamente qui il Che praticamente non c'ha vissuto in quanto poco dopo la sua nascita la famiglia si trasferì nelle vicinanze di Cordoba e ora il palazzo è di proprietà di una famiglia privata, ma insomma almeno una targa!
La sera abbiamo appuntamento con Guillermo e due suoi amici di couch, Gonzalo purtroppo non può unirsi a noi perché deve studiare…una piacevole prima serata di chiacchiere conclusa con una buona cena di pesce a base di pacu e boga, due pesci di fiume tipici della zona. 
Martedì incredibilmente c'è il sole…chiaro, dobbiamo partire!!! Per fortuna abbiamo orari molto rilassati per cui possiamo comunque goderci la mattinata e il primo pomeriggio passeggiando per la costa nord del Rio Paranà, bevendo mate e condividendo queste ultime e finalmente calde ore con il nostro ospite Gonzalo!







lunedì 10 novembre 2014

Falda del Carmen




Da Boulevard San Juan in centro Cordoba in meno di un'ora di autobus siamo già arrivati a Falda del Carmen dove abbiamo appuntamento con il nostro ospite, Nicolas. 
Dopo aver lasciato a casa i ben tre cani da poco recuperati dalla casa del fratello, il ragazzo ci viene a prendere in auto alla fermata del bus; siamo a dir poco infreddoliti, il vento caldo della mattina si è trasformato in aria fresca. Nico, come gli piace esser chiamato, vive con sua moglie Denise che però al momento del nostro arrivo non c'è, tornerà all'indomani da Rosario.
Fatta la spesa dal macellaio locale, andiamo finalmente alla proprietà; 40 ettari di terreno immersa in una cornice paesaggistica bellissima. Appena scesi dalla macchina i tre cani ci vengono incontro per
farci le feste; Giulia come al solito si irrigidisce un po' ma capisce subito che sono amichevoli e buonissimi. Nico ce li presenta, sono tre Labrador: Chiara, la madre di color panna, e i due maschi Bisagra e Fuz, i figli completamente neri. La casa è molto grande e spaziosa, abbiamo un stanza tutta  per Noi… Sistemati i bagagli, iniziamo subito a preparare la brace per la cena nel "asador" in giardino, stappiamo la prima bottiglia di cabernet sauvignon e cominciamo a far conoscenza… Il vino aiuta le chiacchiere e notiamo che Nico ha, come si dice da queste parti, proprio "una buena onda" e Noi andiamo a nozze (ancora?!?). Tra un racconto e un'altro è giunta l'ora di mettere la carne di maiale sul fuoco.
Un buon vino, della buona carne alla brace e un bel po' di sane chiacchiere, per niente male come benvenuto…
La mattina seguente Nico no c'è, è a Cordoba per lavoro, ma facciamo finalmente conoscenza con Denise rientrata in mattinata da Rosario, e da subito si nota che anche lei è molto simpatica e piacevole. A pranzo Nico torna e scopriamo che la cucina per entrambi è una vera passione, e così il "paio di giorni in collina" si sono trasformati in una vacanza culinaria di cinque giorni a Falda del
Carmen. In meno di una settimana i ragazzi, decisamente ottimi cuochi, ci hanno preparato:
"Asado" di maiale e carne; pizza, buonissima, una in particolare con formaggio verde, miele e noci; gnocchi con salsa rossa di pollo; tacos di carne, peperoni e cipolla con salsa guacamole e maionese fatta in casa; cotolette alla milanese con purè di patate; tagliere misto di formaggio e olive con salsa di melanzane; torta di limone come dessert.
Noi invece le poche volte che abbiamo potuto entrare in cucina per cucinare, abbiamo preparato tagliatelle all'uovo fatte in casa con pesto di rucola, noci, limone e olio d'oliva e il più classico dei risotti di zucca.
Oltre alle varie mangiate abbiamo avuto il piacere di poter visitare Alta Gracia, cittadina dove ha vissuto per anni il mitico Che Guevara, con tanto di visita alla "Estancia Jesuita" ; Carlos Paz, la tanto nominata cittadina sul lago, rinomata zona vacanziera per la media borghesia cordobese e portena, ma che, come preannunciatoci dai ragazzi, è veramente deludente; "Costa Blanca" un paesello sul fiume dove Nicolas ha una casa vacanze di famiglia, dove ci siamo potuti dilettare con tanto di partita a palla volo sulla spiaggia, sole e pure un bel bagnetto anche se l'acqua era decisamente bassa.
Gli ultimi due giorni il clima ha cominciato a fare un po' le bizze per cui le escursioni si sono limitate alle zone circostanti la casa stessa…perché almeno una mezzora di passeggiata tra un pasto e l'altro era a dir poco necessaria…alternate da grandi partite alle versioni argentine di Risiko e Monopoli e brevi momenti di yoga casalinga!
Se tutto ciò non bastasse a rendere perfetta la nostra permanenza in terra Cordobesa, Nico, fotografo di professione, ha insegnato ad Andrea le basi per fotografare in modalità manuale, passandogli anche degli appunti in formato digitale di un corso tenuto da lui stesso tempo addietro, aprendo così le porte per una nuova grande passione!
Venerdì sera ovviamente l'immancabile asado di arrivederci al quale si sono uniti un'altra coppia di amici, Mario e Maria.




Ragazzi un paradiso; mangiare, bere ottimo vino e birra fresca in compagnia di una splendida coppia circondati dalla meravigliosa natura della Sierra de Cordoba…possiamo restare qui per sempre?!


mercoledì 5 novembre 2014

Cordoba



Dopo la bellezza di 23 ore di autobus, con Expresso Singer, arriviamo finalmente a Cordoba Capital, Il caldo pure qui è allucinante! Eravamo rimasti d'accordo con un cochsurfer per dormire una notte da lui ma all'ultimo momento i ragazzi che stava ospitando precedentemente gli avevano chiesto di fermarsi più a lungo e non c'era più spazio per noi; molto gentilmente, però, ci aveva inviato il contatto di un altro ragazzo della rete di couchsurfing che probabilmente avrebbe potuto ospitarci. Appena scesi dal pullman , quindi, acquistiamo una sim Personal per poter chiamare direttamente questo secondo ragazzo, ma niente da fare, non risponde. Ci facciamo quindi dare la lista degli ostelli dal punto d'Informazione Turistica, revisioniamo in internet quale faccia al caso nostro e in una mezzoretta ne scegliamo uno, anche grazie alle indicazioni forniteci da Nicolas, ulteriore contatto della rete; Le Grand Hostal è uno dei più cari in realtà, ma centralissimo, bello, con camera matrimoniale, bagno in camera, wifi e aria condizionata…regaliamoci questa ultima notte da vera Luna di Miele…di nuovo son solo 22 euro a stanza!
Proviamo a chiamare l'ostello per non rischiare di  arrivare fin lì e trovarlo pieno, ma anche da loro non abbiamo risposta. Ci incamminiamo ugualmente, durante la strada ci fermiamo a mettere qualcosa sotto i denti, e continuiamo a chiamare il nostro teorico ospite, Alexis, nella speranza che risponda per non dover andare in ostello, ma nulla da fare… Una volta arrivati ci accorgiamo che la sim fino a questo momento era disattivata, per questo motivo nessuno ci rispondeva e gli sms non potevano essere inviati! Appena messi comodi in camera riceviamo un messaggio da Alexis con scritto che ci avrebbe ospitato più che volentieri… Che sfiga!!!
Va ben, che possiamo fare, ormai siamo in ostello e ci rimaniamo almeno per questa notte; da domani andremo da Alexis. Approfittiamo della doccia e del letto comodo per tornare in Noi dopo tante ore di viaggio; una volta recuperate, almeno in parte, le forze, ci mettiamo alla scoperta della città. Iniziamo a camminare verso la piazza centrale, Plaza San Martin, e percorriamo le vie pedonali alla ricerca di un cambio; lo troviamo quasi subito e molto più favorevole rispetto a Puerto Iguazù (17 Pesos x 1 €). 
La città già a prima vista ci piace. Alberi con fiori viola (Paulanie)
ovunque, il centro è pieno di vie pedonali, chiese e musei, la gente è molto amabile e quando gli si chiede un'informazione ti tengono un quarto d'ora a parlare e a raccontarti la città e le sue attrazioni turistiche e non…fermi ad un semaforo, incerti sulla via da prendere, veniamo avvicinati da un signore un poco strano ma con una conoscenza molto approfondita di Cordoba che incomincia a raccontarci talmente tante cose che la metà le dimentichiamo praticamente subito…alcune informazioni riusciamo a incamerarle e seguiamo i suoi consigli per concludere il primo pomeriggio cordobese. Passeggiamo nella zona che unisce Cordoba centro a Nuova Cordoba , passando per il teatro del Libertador e soffermandoci a osservare la struttura esterna del Patio Olmos, un centro commerciale costruito all'interno della più vecchia scuola elementare della città! Incredibilmente scegliamo in un battibaleno dove fermarci a cenare; sempre seguendo le indicazioni dello strano signore, troviamo "Alfonsina", più un bar dove bere mate in compagnia stuzzicando un tagliere di formaggi e affettati misti o dolci, ma vi sono pure alcuni piatti principali invitanti e insalatone ad un prezzo accessibile… Il locale è veramente bello, la musica è piacevole, e tutte le sere viene proposta musica dal vivo.
Come primo giorno può bastare e ce ne ritorniamo in ostello, dove nella corte troviamo tavolate di ragazzi che bevono birra e ascoltano musica, noi però siamo stanchi e preferiamo un bel film a letto prima di addormentarci…

La mattina ci alziamo presto per approfittare della colazione che ci viene servita nel secondo piano di una caffetteria; sistemiamo le nostre cose, paghiamo l'ostello e ci dirigiamo al "Colegio Jesuita de Monserat" per fare una visita guidata della scuola  e del museo… La visita doveva essere alle 11 del mattino ma una volta arrivati scopriamo che è stata spostata alle 12; per perdere tempo, quindi, andiamo verso il "Paseo del Buon Pastor" nella zona di NuovaCordoba, un quartiere pieno di musei, università e gente giovane. Interessantissima la cattedrale del "Sagrado Corazon de Jesus" dalla facciata di marmi variopinti e statue…un gran colpo d'occhio. Proseguendo per la stessa strada,  Avenida Irigoyen, arriviamo fino a piazza di Spagna per poi tornare indietro a fare la nostra visita al "Colegio Nacional Nuestra Senora de Monserrat". Prima di entrare andiamo a prendere un paio de "empanadas" in un forno storico dove ,però, per scaldare il nostro spuntino ci mettono una quindicina di minuti; risultato arriviamo 5 minuti in ritardo alla visita e non riusciamo a mangiare. 

Una volta terminato il percorso recuperiamo i bagagli in ostello e andiamo dal nostro nuovo ospite di Couchsurfing, Alexis, che per fortuna vive ad un paio "quadras" e in pochi minuti siamo già arrivati, con il caldo che fa anche il minimo sforzo richiede molta energia.
Alexis è un ragazzo di Misiones che vive da tre anni a Cordoba studiando, un po' controvoglia, all'università, aspettando di potersi mettere a viaggiare anche lui e rimpiangendo il Messico dove ha vissuto per sei mesi grazie ad un interscambio di studi. E' molto simpatico e ci troviamo subito in sintonia. Pranziamo assieme e ci offre del "Tererè" una sorta di Mate freddo con succo di frutta, tipico della cultura misionera, molto buono e dissetante. L'appartamento è piccolino ma carino. Finito il Tererè e il "queso con membrillo" arriva un amico di Alexis col quale chiacchieriamo un'oretta aspettando che scenda un po' la temperatura per poter uscire. Alle cinque la situazione è accettabile così andiamo tutti insieme al "Parque Sarminento" dove fare una passeggiata nel verde. I ragazzi ci accompagnano fino ad un punto e poi proseguiamo soli. Ricorriamo una parte del parco costeggiando
il laghetto fino a raggiungere il "Paseo del Bicentenario", un'installazione permanente di cerchi di ferro variopinti ove ad ogni cerchio corrisponde un anno con su scritto l'avvenimento principale di quell'anno. Come due bambini cerchiamo il 1979 e il 1986, i nostri anni di nascita, e ci scattiamo delle foto felici… Finito di giocare, andiamo alla fiera degli artigiani, il più classico dei mercatini artigianali dove si trova un po' di tutto…Più che la fiera in se, è bella la zona con i vari negozi di anticaglie, locali colorati, artisti mezzi hippy che vendono i loro manufatti artigianali per strada e la passeggiata lungo il fiume.



Stanchi di girovagare, torniamo verso casa di Alexis e lo troviamo in compagnia di un altro amico, un dottore praticante in una clinica cordobesa…Dopo le presentazioni e le prima chiacchiere usciamo tutti e quattro per andare a mangiare una pizza e bere qualcosa… La città ribolle di giovani e i locali sono strapieni, non riusciamo a sederci in vari bar considerati dai due ragazzi tra i migliori e ripieghiamo su uno qualsiasi, comunque pieno, ma con un tavolino libero. Andrea da vero Cordobes ordina un Fernet (Fernet con Coca cola)… Finiti i drinks ci rendiamo conto che sono già le due; gli orari qui sono molto diversi, dovendosi adeguare al gran caldo tutto slitta a più tardi. Per fortuna anche i ragazzi sono stanchi e possiamo tornare a casa…già da una mezzoretta sogniamo il letto, dobbiamo ancora adeguarci a queste tempistiche. Una volta arrivati Alexis ci lascia la sua camera con il letto matrimoniale e così dormiamo come degli angioletti…persona dal gran cuore, veramente!



Domenica Alexis deve dedicarsi allo studio per cui, una volta fatta colazione, usciamo per lasciarlo tranquillo. Prima di tutto andiamo al terminal degli autobus per raccogliere informazioni sugli autobus che vanno a Rosario, la nostra prossima tappa…una compagnia viaggia tutti i giorni una volta all'ora per cui non abbiamo bisogno di programmare la partenza, quando avremo voglia basterà andare in autostazione e prendere il primo autobus che parte! 
Prima di andare a visitare i vari musei della zona di piazza di Spagna ci fermiamo a mangiare un boccone in uno dei vari locali alla buona dove con pochi euro ti servono hamburger, pollo alla griglia, cotolette, panini vari e chi più ne ha più ne metta! Andrea fa una scelta sbagliata e ordina un piatto un po' troppo elaborato per un prezzo così basso, matambre a la napolitana, risultato…è immangiabile! ci dividiamo il petto di pollo alla griglia e amen, è sempre spiacevole buttare via cibo e soldi ma d'altronde era proprio una schifezza e ci consoliamo pensando che abbiamo speso 7 euro in due, bibita compresa.

Come primo museo andiamo al "Museo Superior de Bellas Artes Evita" al Palazzo Ferreyra; le esposizioni non sono un granché ma il palazzo è bello e l'audio guida che ci si può scaricare sul telefono è ben fatta e interessante. Con lo stesso biglietto si può andare a visitare il Museo Provinciale di Belle Arti Emilio Caraffa la  cui esposizione pare sia molto interessante. Andrea, però, vuole vedere la partita della Fiorentina per cui, trovato un bar dove la mostrano per televisione, ci dividiamo. Inaspettatamente in tutto il quartiere salta la luce e tutti i musei della zona chiudono…niente da fare, dietrofront e guardiamoci questa partita insieme…pareggio!!!

Alle sette e mezza abbiamo appuntamento con Alexis davanti alla fontana del Paseo del Buen Pastor, dove dovrebbe raggiungerci anche ragazzo francese di couchsurfing che si unirà a noi per la serata. Passata una mezzoretta il francese non si presenta, ma Alexis dopo un'intera giornata chiuso in casa ha bisogno di un po' d'aria per cui va a prendere il necessario per il tererè e restiamo a prenderci un po' di fresco incantati dalla fontana colorata che danza al ritmo della musica.


Finalmente arrivano notizie del francese…causa malintendimenti vari e impossibilità di comunicazione se n'è andato in un ostello. Sono già le nove passate, andiamo al super a comprare un paio di cose e prepariamo un pasta con melanzane per Alexis…detto fra noi c'è venuta proprio male ma il nostro ospite ne è entusiasta e se ne mangia due piatti! 
Come la prima notte insiste per dormire lui sul divano e ci lascia di nuovo la stanza…a contrario di quanto spesso si pensa al mondo c'è molta gente dal cuore generoso. 

Lunedì Alexis dovrebbe andare a tirocinio e vorremmo approfittare per uscire anche noi verso le 9 e andare a visitare Carlos Paz, una cittadina sui colli a un'oretta di autobus da Cordoba, ma non si sente troppo bene e non si sveglia, e di conseguenza nemmeno noi…ops! Ci svegliamo che sono già le dieci e alle tre abbiamo appuntamento con Nicolas, un altro ragazzo di couchsurfing che vive un po' fuori città, per cui non faremmo a tempo ad andare a Carlos Paz. I musei, o perlomeno quelli che potrebbero interessarci, il lunedì sono chiusi, quindi decidiamo di andare alla scoperta della zona di "Cordoba Alta", ovvero la parte della città che dal centro pedonale si estende nella direzione opposta rispetto a Nueva Cordoba. E' una zona più popolare e dove non vi è nulla di specifico da visitare; come spesso accade nelle città argentine le strade sono come divise in settori in base a ciò che si vende nei negozi, e così per tre quattro quadras si incontrano solo parrucchieri, poi solo negozi di mobili, piccole concessionarie di moto, negozi di vestiti e intimo a basso costo, e via così. Ci
incamminiamo nuovamente in direzione centro ma ci fermiamo quasi subito in una bella caffetteria dove pranziamo a insalatona, frutta e acqua…fa un caldo pazzesco, soprattutto nelle ore di sole alto, per cui ci soffermiamo più a lungo del necessario attratti dall'aria fresca e dalla presenze di un'ottima connessione wifi; oltre tutto verso l'una ci aveva chiamato Nicolas, dovrà prolungarsi nelle sue commissioni e ci siamo dati appuntamento alle sette a Falda del Carmen, la località dove vive, perciò non abbiamo fretta…Peccato saremmo potuti andare a Carlos Paz…anche se più avanti scopriremo che non ne sarebbe valsa la pena in quanto, nonostante la nomea, la cittadina decisamente non merita un'intera giornata! Passeggiamo per un'altra oretta e finalmente arriviamo al Paseo Sobremonte, che altro non è se non un giardino pubblico con fontana centrale attorniato dai bei palazzi del Municipio di Cordoba e dei Tribunali, ma sul quale, senza un vero motivo, Giulia s'era impuntata. 
Alle tre e mezza siamo già di nuovo a casa di Alexis, deve andare all'università per consegnare un lavoro; prendiamo i nostri bagagli, ci salutiamo, auguriamo vicendevolmente i migliori auguri e via! Con le valigie appresso non abbiamo molta libertà di movimento e ci incamminiamo verso Boulevard San Juan a verificare esattamente da dove parte il pullman che dovremo prendere. Le indicazioni forniteci da Nicolas sono precise e in breve tempo abbiamo già individuato la fermata esatta…ben abbiamo due ore e mezza da perdere, fa un caldo incredibile, soffia un vento molto forte ma che sembra uscire da una fornace, abbiamo con noi due valigie e due zaini…ci resta solo fermarci a un bar nelle vicinanze, berci una birretta e darci alla scrittura del blog! Alle sei in punto passa l'autobus e in un'ora esatta siamo arrivati…un nuovo breve ma intenso capitolo abbia inizio!











sabato 1 novembre 2014

Puerto Iguazu - Misiones, Argentina

E' giunto il giorno di attraversare il confine, di tornare nella nostra amata Argentina, entrambi siamo un po' emozionati. Il Brasile, almeno la parte da Noi visitata, non ci convince del tutto, sicuramente uno dei motivi principali è la lingua, per gente come Noi a cui piace chiacchierare anche con i muri è "triste" non poterlo fare.
Per passare la frontiera prendiamo dalla stessa fermata del giorno prima, un bus di linea (4 Reais cad.); in meno di mezzora siamo alla dogana brasiliana, scendiamo con tutte le nostre cose e andiamo a farci fare il timbro d'uscita dal paese, tempo perso 2 minuti, ma ormai l'autobus se n'è andato lasciandoci un talloncino per prendere il prossimo mezzo. Durante l'attesa rispondiamo ad un intervista di una ragazza che crediamo argentina ma che scopriamo poi essere uruguaya…parlano veramente nella stessa maniera, che ben! Alla fermata ci intratteniamo parlando con un'altra signora, nemmeno pochi km e ci sentiamo di nuovo a casa!!! 
Arrivato il bus in pochi minuti siamo alla dogana argentina, scendiamo di nuovo con armi e bagagli, timbro sul passaporto, rapido controllo delle valige attraverso uno scanner e via di nuovo. Appena entrati in paese subito l'ambiente intorno ci piace di più rispetto alla cittadina lato Brasile, siamo proprio innamorati di questa terra!!!
Dal terminal l'hotel che abbiamo prenotato è decisamente vicino, ma ci sembra un'impresa con il caldo che fa. Per fortuna ad accoglierci c'è una famiglia gentile e, soprattutto, una bella piscina fresca…
Dopo aver ricaricato le pile in acqua, andiamo alla ricerca di un cambio, ovviamente non ufficiale, e di qualcosa da mettere sotto i denti. Troviamo entrambe le cose in poco tempo, gli euro però non li cambiamo subito, con la speranza di trovare un cambio ancor più favorevole… E' presto, fa ancora un caldo bestiale, ci guardiamo in faccia e decidiamo di andare comunque a passeggiare lungo la "costanera", una piacevolissima passeggiata che costeggia il rio Iguazù fino al suo sfociare nel rio Paranà. Alla fine della camminata arriviamo al piccolo obelisco che simboleggia il confine argentino, di fronte si intravede quello brasiliano e in bella vista quello paraguayo…"las tres fronteras"…che spettacolo!!!                                                                                                                                   

Rientriamo in centro e ci dirigiamo verso la "feirinha", il piccolo mercato cittadino dove più che altro vendono olive conce, formaggi e salumi! Speravamo di trovare qualcuno che ci cambiasse i soldi ad un tasso più favorevole ma anche qui cambiano a 15 pesos per euro, come nelle botteghe del centro dove c'è maggior sicurezza…tanto vale! Approfittiamo per assaggiare delle ottime olive piccanti ripiene di peperoni e finalmente andiamo a cambiare. Ormai s'è fatta sera, andiamo a cena, finalmente vegetariana, e a nanne!

La mattina seguente ci prepariamo per andare di nuovo alle cascate. Anche se le parti migliori, ovvero la passerella sopra la "Garganta del Diablo" e la camminata sull'isola San Martin, sono chiuse a causa di una recente inondazione, l'esperienza è comunque unica ed emozionante… i turisti sono sempre troppi, ancor di più del lato brasiliano, ma i panorami sono veramente mozza fiato e i sentieri sicuramente più completi. 
Iniziamo dal "Paseo Superior"; all'incirca 650 metri tra sentiero e passerelle che permettono di passeggiare sopra le meravigliose gettate d'acqua, ovviamente ogni 10 metri ci si ferma ad osservare sbalorditi e a scattare foto.
La seconda parte, il "Paseo Inferior", lungo più di un km, è pura goduria per i nostri occhi. La forza dell'acqua è irresistibile e forma continue nuvole di vapore dove gli uccellini svolazzano felici, vorremmo essere come loro e poterci rinfrescare… Decidiamo quindi, per poter emulare i passerotti, di regalarci una escursione di 15 minuti in gommone sul "Rio Iguazù", il capitano ci porta prima a fare delle foto e poi letteralmente sotto le cascate, ne usciamo "bombi da strucco" ma ragazzi che esperienza, doccia gelata sotto le cascate d'Iguazù, ve lo immaginate???











Per raggiungere l'uscita del parco scegliamo di camminare per un sentiero immerso nel verde, una passeggiata di mezzora in solitaria in mezzo alla selva ad ascoltare il canto degli uccelli e il gracchiare delle rane, incantati dalle mille sfumature di verde… Pace estrema…






Tirando le somme, il lato argentino è sicuramente più completo con i suoi due sentieri, inferiore e superiore, la "Garanganta del Diablo" (chiusa!) e l'isola di San Martin (chiusa!); si possono così osservare le cascate dal basso e dall'alto e molte altre cascate singole nascoste. Unendo le due escursioni ne esce una esperienza unica e incantevole, foto da copertina e un'immersione nella selva incontaminata...quello che crea la Pachamama è sempre lo spettacolo migliore non c'è civiltà che tenga!!!
Torniamo a Puerto Iguazù per riposare, siamo cotti dal sole, accaldati e decisamente stanchi, un riposino e una bella doccia fresca non ce la toglie nessuno.
Dopo un paio d'ore abbiamo già le forze per uscire nuovamente; dobbiamo raccogliere informazioni sugli orari e costi degli autobus, già all'indomani viaggeremo verso Cordoba. Una breve passeggiata e a cena da "Maria Preta", un discreto ristorante in centro consigliatoci da dei tassisti, buon rapporto qualità prezzo e soprattutto è tutto viola…potevamo non fermarci?! Le forze ora si sono finite e ce ne rientriamo in albergo con la pancia piena e con l'indelebile ricordo delle Cascate d'Iguazù, puro spettacolo…



martedì 28 ottobre 2014

Foz do Iguacù - Paranà, Brasile

Cascate de Iguazu una delle 7 Nuove Meraviglie del Mondo


Come prima tappa della nostra nuova avventura in America Latina scegliamo una delle Nuove 7 Meraviglie del Mondo, le Cascate di Iguazù; decidiamo di visitare entrambi i lati, quello brasiliano e quello argentino. Iniziamo da quello brasiliano, ovviamente, quindi da Porto Alegre prendiamo un autobus che in circa 16 ore ci porta a Foz do Iguacu.
Al nostro arrivo troviamo un caldo impressionante; non abbiamo un couchsurfer ad ospitarci ne un ostello prenotato per cui dalla stazione degli autobus andiamo alla ricerca di un luogo dove passare le due notti previste nel nostro piano. Girovaghiamo per un paio d'ore, nulla ci convince del tutto, ma non possiamo continuare a girare a vuoto, il caldo e la stanchezza incominciano a innervosirci. Quando finalmente ci decidiamo e ci rechiamo verso uno dei primi ostelli visti, incontriamo un signore che ci propone vari alberghi a basso costo.
Andrea va con lui alla ricerca di quello che fa per Noi, alla fine si decide, il "Villa Iguazu" fa al caso nostro. E' un albergo in centro, abbastanza di lusso, normalmente alquanto caro ma grazie al signore che ci accompagna ci propongono un prezzo pari a meno della metà di quello ufficiale…siamo pur sempre in luna di miele e quindi decidiamo di farci questo regalo…tra l'altro stiamo parlando di 30 euro a notte per una camera matrimoniale con bagno, aria condizionata, tv e colazione! 
La città è deserta, è domenica quindi tutto è chiuso, trovare un supermercato per comprare dell'acqua e dei sandwich si trasforma in un'impresa, ma alla fine Andrea, con le indicazioni di alcuni passanti, torna vittorioso.
Ormai sfiniti, dopo una bella doccia fresca, veniamo inglobati dal letto; usciamo solo per cenare in un locale fantastico, la "Churrasqueria Tropicana", consigliataci dal vecchietto che ci ha trovato l'hotel: 16 euro in due per  varietà infinite di carne alla brace servite a rotazione fino a quando ce la fai più e contorni a buffet. Usciamo che siamo due palle, rotoliamo alla ricerca di un pacchetto di sigarette e poi a letto…

Si comincia la giornata con la sveglia presto, colazione e via per l'escursione alle Cataratas. Ovviamente non ci siamo affidati ad alcun tipo di agenzia e abbiamo scartato i pacchetti per turisti, anche perché è veramente molto semplice raggiungere il parco in autonomia; un bus di linea, costo 2,80 Reais, che passa per il centro città ogni 40 minuti, porta direttamente all'entrata del Parco Nazionale. 
Arrivati al parco paghiamo l'entrata di 49 Reais cadauno, e ci addentriamo nella selva con un mezzo del parco…L'autobus percorre un breve percorso durante il quale vengono proposti percorsi e attività supplementari, come gita in barca, camminata nella selva o escursione in fuoristrada, tutte ovviamente a pagamento. Noi, come la maggioranza dei visitatori, scendiamo all'ultima fermata, quella compresa nel prezzo del biglietto, da dove iniziano il sentiero e le passerelle che permettono di osservare dal basso le famose cascate. 



La natura che fa da contorno è meravigliosa e già le prime immagini tolgono il fiato; nella camminata ci accompagnano, oltre alle orde di turisti, vari animali come deliziose farfalle variopinte, magnifici iguana e una quantità smodata di "quatis", buffi animali simili ad un procione alla continua ricerca di cibo e per nulla intimoriti dalla presenza dell'uomo… Più avanziamo e più la vista è incredibile, acqua che scende con una forza impressionante, cascate in ogni dove, grandi, piccole, isolate e a gruppi, ce ne' davvero per tutti i gusti.
Il pezzo forte è alla fine del percorso dove una passerella permette di osservare da vicinissimo la cosiddetta "Garganta del Diablo", un insieme di mastodontiche cascate in una gola; si potrebbe rimanere delle ore incantati a guardare l'acqua scorrere e saltare giù se non fosse per la gente che non dà pace… Come tutte le attrazioni turistiche di questo tipo è sempre l'uomo a guastare un po' l'escursione, ma non ci si può far nulla, alla fin fine pure Noi facciamo parte di questa categoria anche se ci sentiamo sicuramente più rispettosi di alcuni gruppi che con il loro urlacchiare rovinano lo spettacolo naturale che ci circonda.
Da questo racconto non capirete mai la bellezza di questo posto e l'energia che l'avvolge, forse con l'aiuto delle foto e dei video qualcosa in più si può intendere, ma mai come in questo caso esperienze così bisogna viverle per comprenderne la vera bellezza e unicità!!! 





mercoledì 22 ottobre 2014

Ieri e oggi... Porto Alegre


Per rendere onore a Porto Alegre e i suoi abitanti è necessario effettuare un piccolo salto temporale e ritornare all'Aprile 2014, la prima volta che siamo venuti in questa città. 

Dall'ultima città visitata in Argentina, ci eravamo diretti verso Porto Alegre perché da qui avevamo il volo che ci avrebbe riportato in Italia; di tutte le maggiori città dei dintorni, infatti, da qui avevamo trovato il volo, andata e ritorno, più economico. Per l'ultima volta ci siamo caricati gli zaini in spalla e abbiamo affrontato l'ennesimo interminabile viaggio in autobus. Senza grandi aspettative ne piani per il nostro breve soggiorno a Porto Alegre , siamo arrivati a casa dell'ultimo couchsurfer che ci avrebbe ospitato…Felipe, fotografo professionista, appassionato di cucina e amante di cocktail. Grazie a Felipe i nostri ultimi tre, temutissimi, giorni  si sono riempiti di passeggiate in centro, interessanti conversazioni, cucina casalinga e caipirinhas. 


Da turisti gli unici luoghi che meritano di essere visitati sono il Parco Redencao dove ci si può riposare all'ombra di una palma o percorrere una breve passeggiata non totalmente immersi nel traffico nonostante ci si trovi in pieno centro; da non perdere i ristoranti/tavola calda attorno al parco dove ad un basso prezzo fisso si può avere un pezzo di carne e verdura, pasta, riso etc a volontà. 
La cosiddetta zona bohémienne è alquanto deludente, case più basse rispetto al resto della città, alcuni muri colorati e nulla di più…dicono che sia una zona molto viva la sera e in effetti abbiamo visto diversi locali ma sinceramente non siamo stati invogliati a trascorrerci una serata, sarà anche per i fili spinati e le ringhiere che circondano tutti gli edifici. 
Molto bello il mercato centrale dove si può comprare di tutto un po' e come sempre trovare ortaggi e frutti non presenti in Europa. 
Una interessante caratteristica di Porto Alegre è l'alto numero di centro culturali/artistici liberi e aperti al pubblico, sia per chi volesse visitarli che per chi espone o desidera seguire corsi…da nominare "Usina do Gasometro", "Casa de la Libertad" e la "Casa de Cultura Mario Quintana"



Spesso il caso ha piani più lungimiranti dei nostri e, infatti, sei mesi dopo il nostro primo incontro, Felipe ha deciso di farci un grande regalo e unirsi a Noi il giorno del nostro matrimonio per immortalare con foto stupende questo giorno così importante per Noi. http://felipetrentini.com/wedding/

La città in se è piacevole ma nulla di particolare, come abbiamo constatato nuovamente durante questa seconda breve visita, ma rimarrà per sempre nei nostri ricordi grazie all'incontro che c'ha regalato. 


martedì 21 ottobre 2014

Volvimos

Eccoci di nuovo qui, con un nuovo nome e un nuovo indirizzo, ma con la stessa voglia di trasmettere le nostre emozioni e di rendervi partecipi del nostro viaggio alla scoperta di questo affascinante continente...
Ci eravamo lasciati in Brasile, in maniera un po' brusca con un taglio netto ai post; ma una volta tornati a casa era difficile per Noi continuare a scrivere, troppe emozioni contrastanti, troppa voglia di ripartire...
I 6 mesi a Venezia, però, ci sono serviti; abbiamo salutato amici e parenti e rivissuto con loro la familiare quotidianità, rimpinguato le nostre tasche lavorando sodo per tutta la stagione estiva e consolidato il nostro rapporto, ufficializzando e rafforzando la nostra Unione con il Matrimonio...ebbene sì ora Giulia e Andrea sono sposati, marito e moglie a tutti gli effetti!!!
L'11 ottobre del 2014 siamo stati uniti in matrimonio per poi divertirci come dei matti con amici e parenti, con mega pranzo buffet al " Bacarando in Corte dell'Orso " , ballando rockabilly sulle note degli All Inside e concludendo la serata in uno storico Club di Venezia,  " La Vecchia Malvasia "...
Approfittiamo per ringraziare tutti della fantastica giornata che ci hanno fatto vivere e per stringerli per l'ennesima volta in un forte abbraccio...


Ma torniamo a noi...finiti i folli festeggiamenti e impacchettata casa, senza nemmeno darci il tempo di renderci conto della giornata appena passata, abbiamo iniziato il lungo viaggio a tappe che ci ha riportato in America Latina! Lunedì treno per Roma;  martedì breve volo fino a Lisbona dove abbiamo preferito uno scalo di quasi 24 ore ad uno di 9 in modo da gustarci una piacevole mezza giornata in questa splendida capitale; mercoledì 11 ore di volo, destinazione Porto Alegre!