martedì 3 dicembre 2013

Punta Arenas


La prima cittadina del Cile ci sorprende per grandezza…ci immaginavamo un "pueblo" e ci troviamo davanti una città di 160 mila abitanti con i due lati di costa che danno sullo stretto di Magallanes.
Arriviamo quasi due ore prima del previsto, l'autista dell'autobus viaggiava velocissimo, neanche avesse un appuntamento.
Quando scendiamo dal mezzo Giulia non sta troppo bene, Andrea prova a chiamare varie volte Victor, il nostro ospite,  senza ottenere risposta. Decidiamo quindi di avventurarci, zaini in spalla, nel centro città nella speranza di trovare qualcosa da mettere sotto i denti…abbiamo poca fortuna, è domenica e sembra essere tutto chiuso.
Ci fermiamo ad una banca per ritirare i nostri primi Pesos cileni in modo da poter andare in un internet caffè e cercare una soluzione per la notte. Mentre Giulia legge la mail per vedere se qualcun altro ha risposto alla nostra richiesta di couchsufing. e cerca eventuali ostelli,  Andrea, dopo aver trovato qualcosa da mangiare, insiste a chiamare Victor dal telefono pubblico.
Quando ormai siamo orientati nel chiamare un altro ragazzo del couch, Cardao fa l'ultima prova, quella vincente…Victor risponde e ci viene a prendere in macchina!! Non ci credevamo più
La casa è più che accogliente, la famiglia pure… papà Victor, mamma Liza e il figlio Max…
Abbiamo una stanza tutta per noi così approfittiamo, subito dopo aver mangiato qualcosa, per riposare, usufruendo pure del wifi della casa.
I giorni passati a Punta Arenas ci servono più che altro per ricaricare le pile e programmare la risalita del Cile.

Come prima cosa cerchiamo di acquistare, senza però riuscirci, il biglietto del ferry che da Puerto Natales ci porterà a Puerto Montt attraverso i fiordi e l'Oceano Pacifico. Acquisto rimandato a Puerto Natales. Visto il clima ostile visitiamo la città a piccole dosi, troppo vento, pioggerellina quasi costante e un discreto freddo. 
Zona Franca, che poi tanto franca non è; Costanera, ovvero strada parallela allo Stretto di Magellano; come sempre ci addentriamo nei vicoletti;  ricerca delle informazione in merito agli autobus per la nostra prossima destinazione e di una guida del Cile, pure questa introvabile!!!

Un giorno prepariamo un pranzo agli uomini della famiglia, la mamma lavora sempre di giorno e di sera la famiglia non cena. Andrea ha voglia di mangiare gnocchi da ormai un mesetto e decide di prepararli manualmente, un successone!!! 
Nelle poche ore di riposo dal lavoro al proprio salone di bellezza,
Victor si offre di portarci a fare un city tour con la sua 4x4,praticamente in tre ore scarse abbiamo visto tutta la città, con tanto di passeggiata all'interno del Parco Nazionale. 


Arrivato il giorno della partenza riusciamo a strappare Victor dal lavoro giusto il tempo di un panino, baci, abbracci e come sempre tanti ringraziamenti. 


lunedì 2 dicembre 2013

Hasta Luego Argentina

Ci avviamo verso il Cile dove passeremo i prossimi mesi, sapendo che, almeno per un po', non torneremo in Argentina, sicché cerchiamo di tirare le somme! 
Da un punto di vista pratico per eventuali futuri viaggiatori possiamo dare pochi ma, speriamo, utili consigli:

- se pensate di partire per un viaggio con un vostro mezzo, in particolare una moto, non perdetevi d'animo una volta che vi troverete di fronte le varie richieste dell'ACI in quanto, in realtà, le carte che vi verrano richieste, in particolare la fideiussione, NON è necessaria! Le varie persone che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio ci hanno detto che non serve assolutamente a nulla! Detto questo, pensateci bene. Per quanto in determinati momenti avremmo voluto avere la nostra moto con noi, e certamente viaggiare con un proprio mezzo ha i suoi enormi vantaggi (fermarsi dove si vuole, anche in luoghi non conosciuti, non avere orari, poter raggiungere siti naturalistici facilmente senza dover pagare mezzi turistici ecc) dall'altro avrebbe presentato notevoli difficoltà, soprattutto viaggiando in due con una moto sola! Le strade non sempre sono facilmente percorribili e soprattutto in tutta la Patagonia c'è moltissimo vento , sicché ci si stanca notevolmente! Viaggiare in autobus significa poter riposare durante il viaggio stesso, soprattutto visto e considerato che gli autobus in Argentina sono così tanto comodi (anche se cari!!) e che si possono ricoprire lunghe distanze viaggiando di notte, guadagnando così giorni e risparmiando soldi di eventuali ostelli! Come sempre le scelte hanno pro e contro..a ognuno la sua, di scelta.

-"south pass" : abbonamento a varie tratte di bus prepagate con validità 60 giorni!
Inizialmente ci siamo trovati molto bene, ma durante il percorso abbiamo avuto alcuni problemi, quali risposte tardive da parte dell'organizzazione e soppressione di una nostra tratta senza nessun avviso nel sito. Il tema del tempo per l'utilizzo delle tratte, inoltre, è decisamente limitante in quanto non permette di decidere di fermarsi più a lungo in un eventuale posto o in generale di cambiare piani repentinamente. Tirate le somme diciamo che si può benissimo non farlo e trovare i bus in internet sul sito plataforma10.com (sito che usano i promotori del south pass stesso!) spendendo la stessa cifra e avendo più libertà di movimento. 

- altro modo per spostarsi, molto utilizzato soprattutto da giovani turisti, è l'autostop! Noi non lo abbiamo fatto spesso, se non per brevi distanze, soprattutto perché eravamo già in possesso del southpass, però abbiamo incontrato moltissime persone che viaggiano per tutto il paese solo grazie ai passaggi in macchina, e gli argentini stessi ci confermano che è un'usanza molto diffusa e piacevolmente accettata. In questo caso vi consigliamo di percorrere la Ruta 3 piuttosto della Ruta 40, e di darci sotto quando passano tanti camion. 

- prima di partire informatevi sull'andamento del pesos e in particolare del "cambio blu"….attenzione non stiamo parlando del cambio ufficiale ma di quello che si potrebbe dire illegale! Quest'ultimo è talmente comune e diffuso in Argentina che non solo è consigliato da molti, in particolare nelle città maggiori del centro, ma viene pubblicizzato in internet e accettato da tutti, in primis dalle forze di polizia! Quindi nel caso in cui il cambio "illegale" o "cambio blu" sia più conveniente rispetto a quello ufficiale, partite con euro o dollari che siano e cambiateli, possibilmente a Buenos Aires, guadagnerete moltissimo!!!

- preparatevi a pagare molto per Parchi Naturali o altre attrazioni naturalistiche. A onor del vero sono care ma valgono decisamente la pena!! Piuttosto cercate di risparmiare su altro come cibo, dormire (iscrivetevi a couchsurfing!!!), quando possibile viaggiando con autobus comuni o semi cama (ugualmente comodi ma meno cari rispetto ai cama)( suovernirs e via dicendo. 

-se siete disposti a dormire in divano letti e a conoscere persone con le quali passare almeno una parte del vostro tempo, approfittate di couchsurfing. Non è solo un modo per risparmiare i soldi di ostelli e/o campeggi vari ma soprattutto una modalità di viaggio differente, dà la possibilità di conoscere molte persone, condividere esperienze e valori e scoprire la "vita vera" dei luoghi dove vi fermerete. Ovviamente bisogna sempre tenere in considerazione che le persone che vi ospitano vi stanno offrendo la loro casa e il loro tempo, come minimo preparategli una cena o offritegli qualcosa se non vi piace cucinare, un piccolo gesto in cambio di uno grande. Questo consiglio vale per ogni luogo dove andrete, in Argentina sicuramente possiamo dire che le persone sono più che amabili e disponibili, raramente vi capiterà di non trovarvi a vostro agio.

-se avete intenzione di andare in Patagonia, qualsiasi sia il periodo dell'anno, portatevi vestiti pesanti e in particolare che vi coprano dal vento. Durante una sola giornata può capitare che si susseguano tutte le stagioni, dalla pioggia fredda quasi nevischio al caldo secco estivo, ma il vento resta sempre una costante.

-sul tema alloggi e pasti non possiamo dare molti consigli. In merito a dove dormire noi abbiamo quasi sempre usufruito dell'ospitalità dei couchsurfers, tranne a Buenos Aires, dove ci sono talmente tanti ostelli B&B alberghi pensioni ecc che proprio non possiamo giudicare, El Calafate e Ushuaia. A El Calafate se volete spendere poco vi consigliamo di andare o al "Hostal Huemul" [ad oggi 45 pesos a notte in dormitorio] o al "Camping/Hostal El Ovejero" [dormitori 55 pesos a notte, ostello 75] entrambe ovviamente sono luoghi senza pretesa ma permettono di soggiornare ad una spesa veramente minima fornendo al contempo i servizi di base; per quanto riguarda "El Ovejero", inoltre, il campeggio è veramente molto bello, con fiumiciattolo, parrillas da poter usare liberamente e tavoli da picnic. A Ushuaia ci sentiamo solo di consigliare di NON andare a "Los Lupinos" e di prenotare con anticipo; personalmente ci siamo trovati molto bene a "La Posta" nonostante sia decisamente distante dal centro.
Anche per i pasti non siamo in grado di dare moltissimi consigli, spesso abbiamo fatto la spesa e cucinato a casa/ostello, o mangiato un panino o un piatto al volo in posti non particolarmente degni di nota. Sicuramente consigliamo "La Gorda"  a El Bolson, "La Parrilla Maria" a Esquel, e di andare a mangiarvi un panino con la bondiola in uno dei chioschi di fronte alla riserva naturale a Buenos Aires. Provate più birre artigianali possibili a El Bolson.
Neanche a dirlo sono assolutamente da provare empanadas, asado de tiras (costolette di manzo con o senza osso), cordero (agnello da mangiare da fine novembre a dicembre), parrilada mista (carne alla griglia), granchio reale a Ushuaia, trota, "facturas" ovvero pastine belle grandi, alfajores di Mar del Plata, e ,soprattutto a Buenos Aires, torte salate dei panifici. Per avvicinarsi alla cultura e alla gente del luogo immancabile il mate.

-se avete spazio portatevi almeno un sacco a pelo, noi non ce l'abbiamo e in alcuni casi ci sarebbe stato utile; sempre che non riusciate a portarvi anche una tenda che sarebbe il massimo.

-per consigli su cosa vedere e visitare andate a leggervi il resto del blog jejejeje 



Aprovechamos para saludar y agradecer toda la gente que hemos encontrado en nuestro camino y que nos han ayudado muchísimo en descubrir este increíble pais. Un abrazo a todos,  los llevaremos siempre en nuestros corazones...










Rio Grande

Dov'eravamo rimasti?....in partenza da Ushuaia….quindi….
Finalmente arrivano le otto e mezza, è tempo che il nostro autobus per Rio Grande parta! Come detto nel post precedente abbiamo deciso di spezzare il viaggio da Ushuaia a Punta Arenas in due, sicché questa sera viaggeremo fino a Rio Grande dove ci fermeremo a dormire dall'ennesimo angelo custode del couchsurfing, giusto il tempo di fare due chiacchiere, dormire e prendere l'autobus la mattina seguente. Il viaggio dura circa tre ore e si ferma una sola volta a Tolhuin; nonostante sia ormai già scuro questo paese ci sembra veramente incantevole, incastonato tra i monti ai piedi di un lago, pare aver mantenuto la sua bellezza semplice e popolare. Anche in questo caso ci dispiace non poter approfittare e fermarci almeno una giornata per scoprirne i dintorni! Quanti luoghi, quante realtà vorremmo scoprire, non basterebbe una vita per dissetare la nostra sete di curiosità e conoscenza!
L'autobus,una volta entrato a Rio Grande, nonostante sia di linea, fa differenti fermate all'interno della città in base a dove vivono i vari viaggiatori,una specie di taxi collettivo…comodissimo! Siamo quasi arrivati alla nostra "fermata" quando, fermi ad un semaforo, vediamo davanti ad un ostello qualcuno che ci sembra di riconoscere…..è Mirko, l'incredibilmente ottimista motorero tedesco che avevamo incontrato a Esquel! Anche lui ci riconosce e fa aprire le porte all'autobus giusto il tempo per un bacio e un saluto di sfuggita….quanto può essere piccolo e ricco questo mondo! 
Arriviamo a casa della nostra futura ospite pronti per andare a dormire, convinti di trovarci di fronte una "mamma" di mezza età e invece appena ci viene aperta la porta capiamo subito che ciò che ci aspetta è tutt'altro!
Nancy ci appare subito come una donna incredibilmente energica e, beh diciamolo, un po' matta…ma matta nel senso buono, nel modo che piace a noi! Mentre ci accoglie e ci spiega le poche cose basilari della casa, come dove trovare il bagno, il caffè e via dicendo, scopre che ci siamo malintesi e che il giorno dopo non saremo a pranzo insieme!! "Nooo que pena" dice lei, "domani c'è giusto un pranzo tra amici e familiari e con mia madre abbiamo passato il giorno a preparare cannelloni di carne per tutti"….ad Andrea vengono quasi le lacrime agli occhi, ma che dobbiamo fare, abbiamo già il biglietto pagato per l'autobus di domani e non si può cambiare!! Beh poco male, pensa lei….mettiamo su una pizza al volo e apriamo una bottiglia di vino rosso, almeno così approfittiamo di un paio d'ore per "ciarlare" :) Alla fine ce ne andiamo a letto alle due, mezzo brilli e pieni di racconti, come ultima esperienza in Argentina (almeno per ora) non è niente male! Come sempre la gentilezza fa da padrona e la mattina dopo di accompagna pure in macchina alla fermata dell'autobus! Suerte e buenas noches chicos ;)


giovedì 21 novembre 2013

Ushuaia - Fin del Mundo

L'autobus che ci porterà fino alla fine del mondo è in ritardo e a onor del vero uno dei più scassati che abbiamo trovato fino ad ora, ma poco ci importa, l'eccitazione è tale per cui in questo momento potremmo viaggiare anche a dorso di mulo! Il viaggio fila liscio, passaggio alla dogana abbastanza veloce e senza nessun inconveniente, anzi ci aspettavamo chissà quali controlli serrati e invece non guardano nemmeno i bagagli grandi stivati nell'autobus, passaggio dello stretto di Magellano con vista di piccoli delfini saltanti, cartone animato..finalmente in spagnolo per grande gioia di Andrea…e un'atmosfera generale in autobus molto piacevole grazie soprattutto a un gruppo di giovani ragazzi di Rio Grande che stanno tornando a casa dopo una competizione di danze tradizionali gareggiata a Santa Cruz. Conosciamo anche i primi viaggiatori italiani, Marco un ragazzo di Torino di 29 anni che sta percorrendo da solo l'Argentina con sole tre settimane a disposizione, Nicola e Roberto, delle Marche partiti da circa una settimana e con tre mesi di scoperta davanti a loro. Passato lo Stretto e arrivati in Tierra del Fuego l'autobus incomincia a rallentare, fermandosi di volta in quando; pensiamo sia abbastanza normale dato che le strade sotto tutte sterrate e tira un vento incredibilmente forte. Ad un certo punto però l'autobus si ferma un po' più a lungo del solito e incominciamo a sentire puzza di plastica bruciata…..SCENDERE TUTTI PREGO!!!
Così tra risate nervose e un po' di stupore ci ritroviamo in mezzo al nulla, circondati dall'immensa tipica Patagonia (questa volta cilena) ad aspettare che torni indietro a recuperarci un altro autobus della stessa compagnia, il nostro s'è rotto! Per fortuna siamo abbastanza vicini alla frontiera, quella per rientrare in Argentina. I nostri bagagli infatti sono dentro al vano del bus rotto e  non si può aprire prima di aver passato la frontiera, sicché bisogna trainarlo, farlo passare dall'altra parte del confine e poi finalmente aprire i vani per poter trasportare i bagagli nell'autobus nuovo con il quale poter proseguire il viaggio! Tutto ciò richiede quasi tre ore, che noi trascorriamo alla frontiera, quasi sempre chiusi in bus dato il freddo e il vento! Mentre Giulia insieme agli altri ragazzi italiani va alla ricerca di sigarette, acqua e qualcosa da mangiare, Andrea viene circondato dai ragazzi di Rio Grande che incominciano a bombardarlo di domande in merito al nostro viaggio, l'Italia, il calcio, la musica, la lingua diversa e chi più ne ha più ne metta! Quando Giulia torna vittoriosa dalla sua ricerca viene immediatamente inglobata dalla piacevole conversazione, con aggiunta di mate caldo per riscaldarsi! Arrivati i bagagli e sistemati tutti i documenti ci dividono in due autobus diversi, quelli che vanno a Rio Grande e quelli per Ushuaia…scattano fotografie baci e abbracci con i nostri nuovi piccoli amici, quasi ci dispiace non passare una sera nella loro città natale! 
Il viaggio riprende, arriviamo a Ushuaia all'una e mezza di notte, più di quattro ore di ritardo!!! Per fortuna c'è Marco che sa dove andare, l'unico che avesse prenotato un ostello prima di arrivare, così insieme anche a Nicola e Roberto, ancora più stravolti di noi dato che arrivano da Puerto Madryn ovvero circa 36 ore di viaggio ininterrotte, lo seguiamo sperando di trovare un posto dove dormire almeno per stanotte. Al "Los Lupinos" c'è posto per tutti! L'ostello è proprio bruttino, enorme e organizzato tale da sembrare più un ospedale che un ostello, la pulizia lascia alquanto a desiderare ed è pure caro, però la stanchezza è tanta e sicuramente non ci mettiamo a cercare un altro posto alle due di mattina, anzi ci riteniamo molto molto fortunati ad aver trovato da dormire qui dato che la città è strapiena di turisti e quei due/tre ostelli che avevamo provato a contattare durante il viaggio ci avevano giù avvisato di essere strapieni per tutta la settimana! Nemmeno sei ore di sonno e già ci svegliamo, non sappiamo ancora se fermarci un'altra notte a Los Lupinos oppure no, andarsene comporterebbe non godere alla stragrande della colazione visto che avevamo completamente saltato la cena e soprattutto per 120 pesos a notte che gli abbiamo dato per dormire almeno vogliamo ingozzarci fino a scoppiare di pane, marmellata e caffè :D 
Marco prima di andare a dormire era andato a fare un giro di perlustrazione della zona incontrando un altro ostello, molto più bellino e allo stesso prezzo, purtroppo era quasi tutto pieno sicché aveva potuto prenotare solo per se stesso! Con Roberto e Nicola decidiamo di confermare un'altra notte a Los Lupinos per non rischiare di ritrovarci senza un letto dove dormire e di passare la giornata alla ricerca di un altro posto dove poter passare le prossime notti….in questo modo giriamo praticamente tutta la città a piedi e ci conosciamo sempre meglio! 
Ushuaia come città onestamente ci delude, chissà perché ci aspettavamo qualcosa di più contenuto, con case basse magari in legno, poco traffico e silenzio; ovviamente non è grande ma è molto disordinata, mal tenuta quasi, con tantissime macchine che si infilano ovunque pur di passare per primi, case costruite alla buona  con qualsiasi materiale reperibile, in particolare lamiera, panelli di truciolato pressato e cartongesso. Lo spettacolo naturale tutto intorno, però, è mozzafiato con i monti innevati che scendono fino a morire nel canale di Beaggle.
 La giornata trascorre in modo più che piacevole tra foto, chiacchiere, e momenti di religioso silenzio in adorazione dello spettacolo che ci circonda. Con Nicola e Roberto ormai c'è un tacito accordo per cui decidiamo di passare le nostre giornate a Ushuaia insieme, sicché anche quando troviamo un ostello dove ci sarebbe posto per due decidiamo di non accettare e di continuare la ricerca fino a trovarne uno dove poter stare tutti insieme! 
Ad un certo punto passiamo davanti ad un vecchio ed enorme camper in vendita, e gli animi si scaldano! Già ci immaginiamo di comprarlo e proseguire il viaggio tutti insieme mantenendoci cucinando torte ed "empanadas" da vendere ai bordi delle strade o all'entrata dei parchi nazionali e giocando a poker online ;) Quando finalmente il proprietario del camper ci risponde e ci comunica il prezzo siamo sinceramente delusi…30 mila euro….chissà perché ci eravamo convinti che sarebbe costato dieci volte meno ed eravamo già pronti con i soldi in mano….non si smette mai di illudersi come bambini dei propri sogni :D 
A metà pomeriggio finalmente troviamo un ostello dove poter andare tutti e quattro,"La Posta" ovviamente è il più distante di tutti dal centro della città ma è veramente molto ma molto accogliente, pulitissimo e soprattutto c'è la possibilità di farsi la "parrilla" all'interno, ad Andrea sarebbe bastato e avanzato per prendere la sua decisione e alloggiare qui a vita! Oltre tutto abbiamo scoperto che il prezzo per un posto letto in camerata è uguale praticamente in tutti gli ostelli dove siamo andati (tranne uno che costava 100 pesos invece di 120 ma puzzava e non aveva la colazione inclusa sicché non valeva la pena)
Ritorniamo verso il centro della città percorrendo la costa, fermandoci ogni dieci minuti per aspettare Nicola e Andrea che scattano diecimilacinquecento foto ai monti, gli uccelli, le piante, le barche, la statue….viene da chiedersi che diavolo stiano facendo dato che ormai avranno già fotografato ogni sasso di Ushuaia ;) Ce ne torniamo nel nostro poco accogliente "Los Lupinos", nulla potrebbe rovinarci il buon umore e la mega spaghettata al tonno che abbiamo deciso di prepararci! Oltre tutto la sera in ostello ritroviamo una coppia di signori inglesi e tre vecchi bikers australiani che avevamo conosciuto/ospitato nell'ostello di Esquel….pazzesco come sia facile ritrovarsi in un paese così grande. 
Partita a carte, birrette e tanto tanto buon umore.
La mattina dopo decidiamo di andare a "La Posta" a piedi con zaini e tutto…siamo veri uomini non abbiamo bisogno di prendere un taxi noi…nonostante costi solo 5 euro in quattro!  Le due guide Giulia e Roberto decidono durante il cammino di fare un taglio per risparmiare strada, questo comporterà allungare di più di un quarto la già lunga strada. Arriviamo al nuovo ostello una quarantina di minuti dopo belli stanchetti…soprattutto Andrea il vecchietto della situazione hihihi…..e il piano di Giulia di andare a scalare il Monte Glaciar slitta al giorno dopo, meglio dedicarsi alla passeggiata in baia che è tutta in piano e alla mega parrillada della sera! Andrea emozionato nel poter finalmente preparare un asado, e dal macellaio vorrebbe comprare di tutto, ci limitiamo però a due tagli diversi di carne e a delle salsicce. Comprate patate, carbone e vino ce ne ritorniamo in ostello a cucinare. La carne è un favola, il vino è buono e la compagnia ottima, che si può chiedere di più???

Il giorno dopo si va finalmente al Glaciar! All'andata decidiamo di andare in taxi fino alla partenza della seggiovia così da risparmiarci un bel pezzo di strada in salita e arrivare carichi all'inizio del sentiero! CHE SPETTACOLO!! la camminata è piacevole e sinceramente breve per cui decidiamo di proseguire e inoltrarci sempre più in alto, almeno fino a dove il sentiero e le nostre scarpe lo permettono!
 

Ci ritroviamo con mezzo polpaccio immerso nella neve, circondati da monti incredibilmente belli e cullati dal suono del mare……non si riesce a raccontare la sensazione dell'essere in montagna e sentire l'echeggiare delle onde dell'oceano…Giulia è talmente felice che si sente il cuore in gola e non riesce a smettere di ridere! Come bambini decidiamo di riscendere un pezzo della montagna "sciando" sulla neve fresca incuranti del fatto che i nostri scarponi si stiano riempiendo di neve……la sensazione di leggerezza e di pace ci riempie e innalza allo stesso tempo. Ripreso il sentiero e arrivati alla seggiovia decidiamo di tornare verso la città a piedi, siamo ancora pieni di energia ed entusiasmo! Troviamo un sentierino in mezzo ai boschi che costeggia la strada principale…anche questo stupendo, con passerelle  che costeggiano i torrenti, ponti in legno e tanta tanta pace! Tornati in ostello doccia calda, zuppa e tortilla danno il colpo finale a questa giornata indimenticabile!
Nicola e Roberto dovranno svegliarsi nel cuore della notte, hanno l'autobus alle 5 di mattina, è l'ultima sera insieme e questa è l'unica cosa che dispiace! Dopo due mesi e mezzo che viaggiamo soli, certo sempre incontrando e condividendo il nostro tempo con altre persone, è stato più che piacevole trascorrere le nostre giornate con questi due buffi e amabili ragazzi….il sogno del "bus magico" ovviamente prosegue, hai visto mai che troviamo qualche offerta nel nostro cammino, se no, mal che vada, prima o poi, gli piomberemo in casa a Fano jajajaja!!!

Il nostro autobus invece parte alle 20.30, abbiamo deciso spezzare in 
due il viaggio fino a Punta Arenas (Cile) con sosta di una notte a Rio Grande, sia perché in questo modo si riesce un po' a risparmiare ( un totale di 510 pesos invece di 660, agenzie Lider & Pacheco) sia perché l'autobus diretto per Punta Arenas non c'è tutti i giorni e saremmo dovuti restare altre due notti in ostello. Lucas, il gestore de La Posta, un ragazzo molto simpatico che sa il fatto suo, una volta guida di escursioni e cavallo, ci indica un bel percorso da fare a piedi tra costa e boschetto non molto conosciuto e che in pratica permette di passeggiare dentro il parco nazionale Tierra del Fuego senza dover pagare il biglietto d'entrata! I luoghi come sempre sono stupendi purtroppo il clima non è nostro amico e dopo un paio d'ore incomincia a piovere in modo abbastanza consistente sicché siamo obbligati a tornare indietro, è un peccato ma possiamo decisamente ritenerci comunque soddisfatti del tempo trascorso e di ciò che abbiamo avuto occasione di scoprire. Una volta fuori dal sentiero, grazie ad un passaggio in autostop riusciamo a tornare velocemente verso "casa". Passiamo il resto della giornata in ostello dove ci permettono di ripararci nonostante avessimo già fatto il check out, approfittiamo per scrivere, effettuare alcune ricerche su internet, sostanzialmente cazzeggiare fino al momento di prendere l'autobus.
Partiamo con il cuore, la mente e gli occhi pieni di splendore e meraviglia! C'è decisamente bisogno di fermarsi un paio di giorni prima di riempirsi di altre bellezze ed emozioni se no corriamo il rischio di non riuscire ad afferrare e vivere a pieno questi incredibili sogni che stiamo continuando a vivere.





sabato 16 novembre 2013

Piccola parentesi a Rio Gallegos

Arriviamo a Rio Gallegos verso le 16.30 e la prima cosa che facciamo arrivati in stazione degli autobus è guardare la mail nella speranza di trovare una risposta di qualche anima pia del couchsurfing  che ci ospiti una notte in questa città brutta e iper ventosa.
Troviamo alcune risposte quasi tutte negative, a parte una di un tale Jorge che ci lascia il suo numero di telefono. Proviamo a chiamare e come sempre abbiamo il telefono senza credito. Andrea si avventura al supermercato vicino per fare una ricarica. Al ritorno in autostazione possiamo finalmente chiamare il magnanimo ragazzo. Una decina di squilli che lascia presagire una non risposta che invece alla fine arriva. Jorge ci conferma la sua disponibilità ad ospitarci e ci da appuntamento alla stazione in un "rato medio largo" che vuol dire che dobbiamo armarci di pazienza ed aspettare. 
Usiamo il tempo per comprare i biglietti per l'autobus per il giorno seguente diretto a Ushuaia. SBAM! 500 Pesos!!! Mandiamo ulteriori richieste di couchsurfing per la città più conosciuta della "Tierra del Fuego", e aspettiamo. Nell'attesa Giulia viene accerchiata da cani randagi che si distendono ai suoi piedi, per la sua immensa gioia.
Alla terza sigaretta suona il cellulare e Andrea si trova di fronte Jorge che ci aiuta con i bagagli e ci invita a salire nell'auto…piccolo giretto turistico, ma davvero sembra non esserci nulla di interessante a parte il Rio che subisce forti maree, può ritirarsi fino a 14 metri
Arrivati al piccolo appartamento, tutto nuovo, Jorge ci dà la possibilità di farci la doccia, ci prepara delle "tostadas" con formaggio e prosciutto, e  l'immancabile Mate che aiuta a socializzare.
Raccontiamo del nostro viaggio e lui ci racconta della sua passione per la montagna sia per sciare che per scalare e fare trekking. Aggiunge spezzoni della sua vita, ci dice di aver 2 figli e di esser separato dalla moglie conosciuta nel loro paese natale La Plata. 
Si offre pure di farci la cena, vuole prepararci una torta salata e si accorge di essere senza cipolla, Andrea si offre di andare a comprarla e per la strada fa difficoltà ad avanzare a causa delle forti raffiche di vento. Il primo "almacen" è chiuso quindi si dirige ad un altro dove fa la conoscenza con la proprietaria del negozio a cui sembrava tanto strana la presenza di un turista in quel quartiere e incuriosita comincia a far domande a cui Andrea piacevolmente risponde.
La conversazione dura una decina di minuti, poi alla fine Andrea riesce a pagare le cipolle e l'immancabile litro di Quielmes.
Al ritorno trova Jorge y Giulia bevendo birra con tanto di patatine.
Il nostro Angelo Custode continua la preparazione della torta mentre noi scrocchiamo elettricità per caricare qualsiasi nostro oggetto elettronico.
La torta è buona e piacevole, il ragazzo è simpatico e davvero molto ma molto gentile.
Dopocena c'è tempo di una sigaretta prima di gettarci nel divano letto che ci accoglie per la nostra breve dormita, visto la sveglia puntata alle 7 del mattino.
Jorge ci offre addirittura la colazione con tanto di caffè e insiste per darci un passaggio in macchina fino alla stazione degli autobus.
Che dire? Esperienza veramente unica e piacevole a Rio Gallegos ed eterna gratitudine per questo ragazzo d'oro che ci ha aperto le porte della propria casa viziandoci con aperitivo, cena e colazione con in più doppio passaggio di andata e ritorno, veramente non potevamo chiedere di più, possiamo solo salutarlo con immensa gratitudine.

Rimasti soli alla stazione ci dirigiamo subito all'agenzia dove abbiamo comprato il biglietto per prendere i documenti necessari per le varie dogane che troveremo nel nostro cammino fino alla Tierra del Fuego. 

El Calafate

Scesi dall'autobus, affamati, cerchiamo l'ostello che avevamo contattato la mattina stessa, in realtà una prenotazione l'avevamo fatta da Esquel in un'altro ostello super economico, ma prima di prendere il bus abbiamo letto i commenti a riguardo e spaventati dalla sporcizia abbiamo deciso di alloggiare in un'altro.
Ci aspettiamo il tipico ostello con camerate da 4 letti, e invece le "camere" sono delle specie di bungalow, più o meno un container, all'interno del campeggio "El ovejero", però grazie al prezzo e alla pulizia del luogo decidiamo di fermarci almeno una notte per provare…alla fine ci fermiamo tutte e due le notti.  
Lasciamo gli zaini in camera e andiamo subito alla ricerca di un panino da azzannare, cercando un posto adatto alle nostre tasche percorriamo in lungo e in largo la via principale, molto ben curata, tipico boulevard, come lo chiamano qui, indicato per sfruttare al massimo il turismo che popola questa piccola cittadina durante tutto l'anno, l'attrattiva logicamente è il ghiacciaio che dista una 70ina di km. Divorato l'hamburger gringo e scolata la birra da litro rientriamo con la pancia piena in camping dove facciamo conoscenza con i nostri compagni di stanza, che è davvero piccola per 4, quindi bisogna socializzare per forza, non che ci dispiaccia eh!!! 
Sono entrambi Olandesi con storie di viaggio completamente diverse. Ingrid 32 anni, in viaggio da 7 mesi durante i quali ha percorso l'America Latina dal Messico fino al sud dell'Argentina e Kevin 33 anni, in Argentina da appena una settimana e con poco tempo per viaggiare. Per intraprendere insieme il loro viaggio i due amici hanno optato per il noleggio di un auto e spostarsi per il paese con quella. Chiaramente appena apprendiamo che sono in macchina ci si illuminano gli occhi e già immaginiamo di andare con loro al ghiacciaio e come manna dal cielo poco dopo chiacchierando, risulta che  sia noi che loro il giorno seguente vogliamo visitare il ghiacciaio e gentilmente la simpatica olandesina ci offre un passaggio che noi chiaramente accettiamo. 
Compiuta la missione ci prepariamo i nostri letti e li proviamo subito con un'oretta di siesta per riprendere un po' di forze.
Al risveglio decidiamo di seguire il consiglio del cameriere del locale dove abbiamo pranzato e dirigerci verso la Loma, dove c'è una sorta di festa paesana con competizioni di cavalli, che altro non è che un rodeo.  
Le ore passate in questa festa è stata l'esperienza più sud americana fatta fino ad ora. Vari gringos e indios provenienti da gran parte della Patagonia si sfidavano al rodeo, un cantautore del luogo con la propria chitarra narrava cantando tutto ciò che succedeva, banchetti di stivali e accessori vari in cuoio, choripan e tanto folklore.
Lo spettacolo è anche bello però pensare ai cavalli che soffrono ci fa una certa pena. 
Domina un vento freddo sicché avendo visto un'oretta di competizione e aver presenziato alla festa ce ne ritorniamo verso casa con il nostro bel panino con la bistecca preso in uno dei chioschi della festa stessa.  Al nostro arrivo troviamo i nostri compagni di stanza con altre due ragazze seduti attorno ad una tavola con liquore di "dulce de leche" e gin tonic. Ci fermiamo con loro anche se stremati. Un brindisi e a letto. 
Il risveglio per fortuna è alle 10.30 per quasi tutti a parte per Giulia che si sveglia molto prima approfittando del tempo per andare a bere un caffè e a controllare se qualche couchsurfer di El Chalten ci ha risposto, scoprendo però che nessuno ci può ospitare.
Tra una cosa e un'altra partiamo per il "Glaciar" a mezzogiorno. All'entrata del Parco, come sempre, bisogna pagare [130 pesos]. Facciamo i biglietti e continuiamo verso il ghiacciaio fermandoci in un paio di belvedere per scattare le prime foto.
 Già da lontano si nota la immensità del ghiacciaio e la bellezza unica del luogo, quando poi iniziamo le passerelle per vederlo da vicino cresce in noi lo stupore. E' veramente stupendo, si sente il ghiaccio scricchiolare continuamente e restiamo colpiti dal rimbombo ogni qualvolta che anche una piccolissima parte del ghiacciaio tocca la superficie del Lago Argentino.
Vogliamo assolutamente vedere un pezzo grande del ghiacciaio staccarsi, quindi ci fermiamo in vari posti per osservare e attendere l'avvenimento. Sembra una cosa impossibile e ci spostiamo spesso, finché il nostro desiderio si avvera, per ben tre volte di seguito in brevissimo tempo vediamo cadere pezzi enormi di ghiaccio nel Lago. Fantastico, una emozione unica. Soddisfatti per aver visto anche questa risaliamo le passerelle alla ricerca di Kevin che nel frattempo avevamo perso. 
Raggiunto il nostro quarto compagno decidiamo di avviarci verso la macchina a piedi percorrendo un'altro percorso di passerelle, e non in autobus come fatto all'andata.
Il cammino continua ad essere stupendo e ci permettere di vedere il ghiacciaio da una diversa angolazione, un'ulteriore soddisfazione. Veramente una esperienza unica, indimenticabile, uno squarcio di natura unico al mondo. Avevano ragione le guide e tutte le persone che abbiamo incontrato nel nostro cammino che ce la descrivevano come un'esperienza unica da fare per forza!
Al momento di fare benzina al ritorno a El Calafate, troviamo una coda infinita di auto in attesa di effettuare il rifornimento, essendo l'unico distributore del luogo che aveva benzina.
Solo in Patagonia  possono accadere simili cose… E' unica in tutto e per tutto questa magnifica terra desolata.
Prima di andare a cena tutti insieme, anche con le ragazze conosciute la sera prima, alla Parilla Libre dell'ostello/campeggio, controlliamo la mail nella speranza di trovare qualche risposta positiva dei couchsurfing di El Chalten, ma nulla da fare, decidiamo quindi di lasciar perdere e di cambiare destinazione, l'indomani andremmo direttamente a Rio Gallegos per poi proseguire per la mitica Tierra del Fuego.
La Parilla è il paradiso di Andrea, un ristorante dove si può mangiare carne alla brace a volontà, compreso il Cordero Patagonico, vera delizia del luogo.
I ragazzi mangiano veramente poco, gli unici che fanno onore siamo noi, con Andrea che mangia continuamente mentre tutti gli altri parlano in inglese tra di loro. 
Salsiccia, pollo, bistecca e cordero e varie verdure da potersi fare insalate "all you can eat". Fantastico!!!
La qualità sicuro non era il massimo ma per meno di 20 euro, bibite comprese non si poteva pretendere di più…
Prima di andare a letto ci sediamo a bere un'ultimo bicchiere di vino in compagnia, con l'aggiunta anche di un ragazzo belga. Andrea, bevuto uno, strapieno di cibo se ne va a letto, Giulia rimane a chiacchierare sotto le stelle con i nuovi amici e alla fine si scolerà mezza bottiglia di vino da sola. Ubriacona!!! :-)

All'indomani ci svegliamo con il rumore della pioggia, salta quindi in nostro piano di fare autostop, una volta salutati i nostri compagni di viaggio ci dirigiamo alla stazione degli autobus per prendere il biglietto per il bus per Rio Gallegos a mezzogiorno. Da questo ennesimo viaggio in autobus vi stiamo scrivendo.


ESQUEL - EL CALAFATE 24 ore di Autobus...


Il viaggio in autobus è la fotografia della Patagonia Argentina, centinaia di km senza vedere nemmeno un edificio, praterie sconfinate intervallate da monti di vari colori dal tipico giallo predominante, al rosso fino al azzurro…mai avevamo visto delle montagne con pietre azzurre eppure qui ci sono degli strati di questo insolito colore.
Per ore e ore il paesaggio è sempre lo stesso. La prima fermata è Gobernador Costa, sulla Ruta 40, un agglomerato di case sparute, un distributore di benzina, qualche negozio e un hotel, e il paese è finito. Proseguiamo sulla 40 per un bel pezzo, prima di deviare per Sarmiento, l'ultima cittadina irrigata più a sud dell'Argentina. Imbocchiamo la RN26 direzione Comodoro Rivadavia, dove possiamo finalmente scendere per sgranchire le gambe prendere un po' d'aria e fumare una sigaretta. La città sembra veramente brutta, tipica città industriale. Gli ultimi km prima di raggiungere Comodoro sono caratterizzati da pompe per l'estrazione del petrolio, vero motivo della crescita della città stessa, intervallati da paesaggi di rara bellezza.
Ripreso il viaggio ci servono la cena, saranno state le 21.30. Rimaniamo svegli fino alla fermata seguente, Caleta Olivia, giusto per fumare l'ultima sigaretta prima di tentare a dormire, compito assai arduo vista la continua proiezione di film con audio a livelli di cinema.
Quando l'autobus ferma a Puerto San Julian, intorno alle 4 del mattino, fortunatamente non ci svegliamo, saranno come minimo 3 ore che dormiamo.
Ci svegliamo sulle 8 e poco dopo arriviamo a Rio Gallegos dove il pullman fa la fermata più lunga, una mezz'oretta dove possiamo fumare come ad ogni sosta come due bravi viziosi e controllare la mail con l'Iphone grazie al wifi della caffetteria, a cui abbiamo "rubato" la password senza consumare nulla.
Ormai manca solo una tratta di più o meno di 4 ore che poi diventano di più grazie al posto di blocco all'entrata ad El Calafate, dove la Polizia locale e la Gendarmeria decide di controllare passaporti, bagagli con il cane antidroga e far scendere alcuni passeggeri, fargli aprire i bagagli e perquisirli per bene. Alla fine non trovano nulla e possiamo continuare. 
Pochi km e finalmente entriamo nella stazione di El Calafate. Tutto sommato il viaggio è stato molto meno duro del previsto, sarà perché ormai siamo abituati ai lunghi percorsi e anche perché in realtà abbiamo dormito quasi 8 ore in comodi sedili, abbiamo giocato a carte, guardato film, ascoltato musica e osservato il paesaggio.